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Rotschild e Charlie Hebdo

La famosa famigIia "Rothschild", come avvenuto altre volte, in un modo o nell'altro si ritrova collegata all'evento in questione...

Bernard Maris, la "vittima silenziosa" di Charlie Hebdo

Bernard Maris era giornalista di France Inter. Aveva rivelato alle grandi masse che banche creano moneta dal nulla. Chiedeva sforzo da parte di creditori internazionali...

Mauro Biglino: le verità nascoste nella Bibbia

Quello che viene consigliato in questo articolo, in maniera del tutto spassionata e libera da qualsiasi dogma religioso o sociale, è semplicemente di LEGGERE la Bibbia. Leggete la Bibbia e avrete sorprese impensabili.

05/02/15

Charlie Hebdo: tra le vittime anche un economista "anti-Europa"


Bernard Maris era giornalista di France Inter. Aveva rivelato alle grandi masse che banche creano moneta dal nulla. Chiedeva sforzo da parte di creditori internazionali.
 "Tutti i paesi europei dovranno prima o poi rassegnarsi a cancellare parte del loro debito pubblico. Bisogna rinegoziarlo quando supera il 60% del Pil per poter rispettare di nuovo i criteri di Maastricht". 
Lo aveva detto in un documentario Bernard Maris, l'economista ucciso nell'attentato alla redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo.

Maris, che dal 2011 andava ripetendo che l’euro avrebbe portato tante sciagure, nel video chiedeva ai creditori internazionali - quindi Germania, Francia e le banche - di fare uno sforzo importante per abbattere il debito pubblico delle nazioni più in difficoltà.

"È l'unico modo per consentire agli Stati dell'Eurozona di rilanciare l'economia. Senza crescita non riusciranno a far fronte al debito pubblico., come è successo ai paesi africani per diversi decenni". Finiranno per "rimborsare in eterno un debito che soffocherà l'Europa".

Maris, reporter della radio France Inter e membro del consiglio generale della Banca di Francia ha tutte le carte in regola per spiegare come viene formato il debito. Lo ha spiegato in un documentario sul debito uscito di recente, in cui ha rivelato da dove viene la moneta prestata dalle banche.

La banca, racconta nel documentario, "fabbrica dal nulla 500 mila euro, che può chiedere alla banca centrale". Ecco svelato il segreto. "Una volta capito questo meccanismo, si è capito tutto". 



La mano dei Rothschild sul presunto "false flag" di Charlie Hebdo


Parigi si trova al centro dell’attenzione dei media internazionali dopo la sparatoria avvenuta nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo.
I tiratori, al grido di “Allahu Akbar” (in arabo “Dio è [il] più grande”), hanno ucciso undici persone e ferito altre undici durante il loro attacco. Poco dopo hanno ucciso un ufficiale della polizia francese.
Gli uomini armati, si sono identificati come appartenenti al ramo Yemenita di Al-Qaeda (Al-Qaeda nella penisola arabica).
La famosa famigIia "Rothschild", come avvenuto altre volte, in un modo o nell'altro si ritrova collegata all'evento in questione, dal momento che la famiglia di gran lunga più ricca del mondo ha acquistato la rivista Charlie Hedbo pochi giorni prima dell’attentato, nel Dicembre 2014.
Sembra che questa acquisizione sia stata oggetto di aspre discussioni tra i membri della famiglia, secondo il barone Philippe de Rothschild, che di recente ha rilasciato un’intervista alla rivista Quote pubblicata a gennaio.


“C’è stata una discussione riguardante l’acquisizione completata da mio zio il barone Edouard de Rothschild”, ha detto Philippe.“Alcuni membri della famiglia volevano impedire l’acquisto, perché sentivano che l’acquisto di questa rivista sarebbe stata vista come un tentativo per aumentare l’influenza dei Rothchild nella politica. Non vogliamo essere notati per essere coinvolti nella politica, almeno non in modo così trasparente! Alla fine la reticenza della famiglia è stata superata”.
Così il Barone Philippe Rothschild ha informato Quote che l’acquisizione di Charlie Hebdo è stata perfezionata nel mese di Dicembre 2014.
L’intera vicenda ricorda la vendita delle Torri Gemelle del World Trade Center a Larry Silverstein nell’estate del 2001, seguita dalla loro distruzione in un presunto attacco “terroristico”, nel Settembre dello stesso anno. In particolare, come è ormai noto, Silverstein assicurò le torri, precisamente contro attacchi terroristici inaspettati condotti per via aerea, solo sei settimane prima dell’attacco.
Queste informazioni non possono essere presentate come prova categorica del coinvolgimento sionista negli attacchi di Charlie Hebdo, ma deve far riflettere e considerare tutte le possibilità. Certamente deve farci mettere in dubbio il racconto dei media mainstream.
E c'è dell'altro, come ci racconta il video qui sotto, dal titolo:
"The Rothschilds Own Charlie Hebdo. Editors Girlfriend Works For The Rothschilds"


16/12/13

TOP&FLOP del 2013

Cari lettori,

il 2013 volge al termine e probabilmente, senza troppi giri di parole, per la maggior parte di voi non è stato tutto rose e fiori. La situazione in Italia è peggiorata drasticamente, a livello economico, politico e sociale.
Ne sono successe di cose strane: abbiamo avuto un'elezione nazionale e due governi, ma nessuno di essi eletto dal popolo. Abbiamo avuto un gruppo di "rivoluzionari" in Parlamento, ma nell'unica "rivoluzione" che stiamo avendo in questi giorni nessuno di loro è in piazza e, anzi, sono stati pure presi a insulti.
Abbiamo avuto le primarie del Partito Democratico, il partito di centro-sinistra per eccellenza in Italia, ma non ha vinto nessun candidato di "sinistra" o "centro-sinistra", bensì un ex allievo di De Mita, per cui persino Berlusconi nutre profonda stima.
Abbiamo avuto l'elezione del Presidente della Repubblica, che più che determinare il secondo mandato di Giorgio Napolitano, ha sostanzialmente decretato la fine di Pierluigi Bersani.
Abbiamo potuto ammirare l'ascesa e il declino in pochi mesi del personaggio di Antonio Ingroia, popolare magistrato palermitano dell'anti-mafia, convocato dall'ONU a dirigere in Guatemala (?) un'operazione per la lotta al narcotraffico, un mese dopo di nuovo in Italia come candidato premier per Rivoluzione Civile, nata sotto enormi auspici, con la promessa di distaccarsi totalmente dalla vecchia politica, salvo poi reclutare vecchi leoni dal calibro di Antonio Di Pietro, Leoluca Orlando, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e tanti altri, e restare, come quasi naturale conseguenza, fuori dal Parlamento per non aver superato la soglia di sbarramento.
Abbiamo assistito alla presa di potere sempre più netta di Angela Merkel e della Germania all'interno dell'Unione Europea, e alla formazione di una frangia anti-euro e anti-UE sempre più marcata, non solo all'interno del territorio italiano.

A questo e a tanto altro abbiamo assistito quest'anno, ed è giunto il momento di tirare le somme: chi ci ha guadagnato e chi no?

I TOP

  • I GRILLINI

    In ballottaggio fino all'ultimo con i loro due capi, Grillo e Casaleggio, i grillini si meritano sicuramente un posto d'onore per quanto ottenuto (e non fatto) in questo 2013.
    Gente improbabile che si è ritrovata d'un tratto messa in Parlamento per "aprirlo come un apriscatole", eletti tramite parlamentarie via internet aperte a tutti (anzi no, aperte solo a chi volevano i due boss, poco meno di 32.000 persone).
    Alla fine l'apriscatole è rimasto ben chiuso nella confezione, il Parlamento è ancora li, intatto come lo era all'entrata dei grillini, che nel frattempo hanno pure subito alcune perdite interne, mentre l'unica "perdita" esterna di una certa rilevanza è stata la decadenza di Silvio Berlusconi, per la quale i grillini sono subito corsi alle tastiere per accaparrarsene il merito. Nessuno però ad oggi ha veramente capito il motivo per il quale sono tanto convinti di ciò.
    Resta il fatto che hanno rinunciato ai rimborsi elettorali (ai quali non avevano diritto), si sono decurtati lo stipendio (ma la diaria se la sono tenuta, contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale), hanno rinunciato fino all'ultimo ad un'alleanza col PD, pardon, "piddimenoelle" (garantendo cosi il "maxi-inciucio" tra PD e PDL che ha portato al Governo Letta, l'unica vera scelta possibile in quel momento per mancanza di alternative, salvo poi denunciare l'inciucio in questione).
    Hanno protestato, denunciato le magagne della "Ka$ta", portato alla luce veri e propri scandali! Di provvedimenti utili al popolo italiano nemmeno uno, di risultati nemmeno uno, tante figuracce e figurine (l'elenco sarebbe veramente infinito, dai matrimoni tra razze diverse di Sibilia all'innovativa strategia sulle pensioni della Sarti, dai microchip sottocutanei di Bernini alle straordinarie abilità geografiche di Pepe, ignaro di dove si trovasse il Senato, passando per la povera Enza Blundo, che voleva tagliare il numero di parlamentari, senza sapere a quanto ammontasse tale numero oggi. In tutto questo non si dimenticano i "ribelli", coloro che si sono distaccati da Grillo e Casaleggio perché non convinti dei loro metodi "estremamente poco democratici" all'interno del Movimento e sono stati puntualmente mandati "a quel Paese" senza troppi giri parole oltreché ripetutamente insultati e sbeffeggiati sul web.
    E poco importa se effettivamente a decidere siano stati sempre e solo Grillo e Casaleggio (a ricevimento da Napolitano effettivamente ci sono andati solo loro due, e le espulsioni le ha decise sempre e solo il buon Beppe, in barba alla democrazia diretta e all'uno vale uno), i grillini sono i veri vincitori!
    Gente, come detto prima, a dir poco improbabile, abbastanza impreparata, con tanta voglia ma poca sostanza, dall'intelligenza quantomeno discutibile, che però è funzionale alla causa del comico di Genova e del guru di Milano, ritrovatasi in Parlamento quasi per magia, quasi come miracolati, con uno stipendio che la maggior parte degli italiani oggi si sogna, nonostante i vari "tagli" che hanno tanto sbandierato. Se non ci hanno guadagnato loro...
  • MATTEO RENZI


    E chi se non lui? Il buon Matteo ne ha fatta di strada, da quando partecipò nel 1994 alla "Ruota della Fortuna", vincendo ben 48 milioni di lire a soli 19 anni, ad oggi, che di anni ha 38, fresco vincente delle primarie del Partito Democratico, surclassando avversari del calibro (?) di Gianni Cuperlo, Giuseppe Civati e Gianni Pittella.

    E non inganni la giovane età: il buon Matteo di strada ne ha fatta, e la sua ascesa ha avuto varie tappe, tra cui rientra anche qualche piccola sconfitta. Ma ad ogni caduta, si è sempre rialzato più pomposo, forte e sicuro di prima, e ha sempre avuto la sua vendetta (vero Bersani?).

    L'impressione che molta gente ha di Renzi(e) è quella del "politico ad ogni costo", cioè di una persona che bene o male in politica deve sempre starci e non importa dove, cioè in quale partito. E chissà che non sia stato proprio questo il pensiero di Renzi, uomo dai chiari orientamenti di centro-destra più che di centro-sinistra (figuriamoci di sinistra), amico di vari esponenti dell'alta finanza, allievo di De Mita, showman, che in passato ha pure speso anche qualche parola di elogio per l'eterno rivale del centro-sinistra, Silvio Berlusconi, che ha ovviamente ricambiato, invitandolo persino ad Arcore.
    Che il buon Matteo abbia quindi scelto per emergere il partito dove c'era chiaramente meno o comunque meno forte concorrenza rispetto al PDL?
    La sconfitta alle primarie del centro-sinistra nel 2012 è stata solo una piccola battuta d'arresto e, anzi, ha permesso al buon Matteo di ripresentarsi ancora più forte in seguito al fallimento (annunciato) di Pierluigi Bersani.
    Ed ora scatta la corsa a Palazzo Chigi, il buon Matteo è il primo candidato per rimpiazzare Letta, colui che finalmente permetterà (a meno di sorprese) al centro-sinistra (che di sinistra avrà ben poco, ma chi se ne importa, giusto compagni?) di risultare finalmente e veramente vincente in Italia per la prima volta da tanti, tanti anni. E Silvio applaude...
  • SILVIO BERLUSCONI



    E chi se non lui poteva completare il trio (populista) delle meraviglie?
    Il re dei populisti, colui dal quale i vari Grillo, Renzi e compagnia cantante cercano in tutti i modi di carpire i segreti per ingraziarsi nel modo più semplice ed immediato il popolo italiano.
    Ma lui rimane sempre li, al suo posto, sempre in auge, sempre in posizione strategicamente perfetta. A inizio 2013, era già in sella all'onda del malcontento del Governo Monti (nonostante lui stesso avesse speso in occasione della sua nomina a Presidente del Consiglio numerose parole di elogio per il Professore), accusandolo di essere stato lui il vero responsabile della crisi e della decadenza italiana (e non chi l'Italia l'aveva governata nei venti anni precedenti). Grazie a questa campagna anti-Monti e anti-tasse è riuscita nell'ennesima impresa della sua mirabolante carriera: ha sostanzialmente pareggiato nelle elezioni a Marzo contro Bersani e Grillo, nonostante partisse enormemente svantaggiato secondo i pronostici, tenendo cosi di fatto sotto scacco l'aspirante smacchiatore di giaguari, che, dopo vari e ripetuti disperati tentativi di alleanza con i grillini, non ha trovato altra soluzione che cedere alle lusinghe del Cavaliere.
    In tal modo Berlusconi, seppur indirettamente, è entrato anche nel Governo Letta, ma ciò comunque non gli ha garantito la tanto agognata salvezza nei confronti dei tanto odiati "giudici comunisti", che gli hanno inflitto una pena relativa a 4 anni di reclusione (di cui 3 coperti da indulto), che il Cavaliere ha poi deciso di scontare tramite servizi sociali, per frode fiscale nell'ambito del processo Mediaset.
    Come se non bastasse, il Parlamento ha votato per la sua decadenza da senatore, e il caro Silvio è stato quindi estromesso con le cattive dal Parlamento, dopo che per 20 anni nessun avversario era riuscito a sconfiggerlo in maniera netta alle urne.
    Ma Silvio non si è minimamente arreso e per l'ennesima volta è riuscito a riciclarsi, a 77 anni suonati, tornando alla carica e rinvigorendo la sua immagine come capopopolo, cavaliere della libertà e della democrazia! Ha ripreso la storiella della sua decadenza voluta dai poteri forti UE, tra cui la Merkel; ha cavalcato l'onda dell'anti-europeismo; ha impersonato alla grande la parte della povera vittima, un onesto cittadino preso di mira dalla "Ka$ta" dei magistrati (non vi ricorda qualcuno di cui sopra? Evidentemente stanno imparando l'uno dall'altro); si è staccato dal Governo Letta, lasciando da solo il povero Alfano con quel misero logo del nuovo centro-destra, accusandolo, come fu per Monti, di voler solamente tassare i cittadini, cosa che lui, Silvio, non avrebbe MAI e poi MAI fatto (aveva persino promesso di ridare indietro tutti i soldi dell'IMU in occasione delle ultime elezioni, quindi figuriamoci!); dulcis in fundo, ha persino espresso solidarietà nei confronti dei "Forconi", definendo il movimento come una "rivolta che ha ragioni profonde", facendo quindi quello che ci si aspetterebbe da un vero partito di sinistra.... ah già, ma la sinistra adesso è in mano all'uomo di destra.
    Era arrivato persino al punto di manifestare l'intenzione di scendere in piazza tra i manifestanti, prima che gli facessero notare che gran parte dei "forconi" sarebbero stati rivolti a lui.
    Ad ogni modo, Berlusconi, decaduto o no, rimane al centro della scena politica italiana, il vero ago della bilancia, il vero incubo di tutti gli altri competitor, che siano i nostrani Renzi, Grillo, Vendola o "quelli un pò più su", come la Merkel.
    E' stato in grado di sopravvivere a crisi, sconvolgimenti politici, scandali giudiziari, divorzi. Mentre per la maggior parte dei suoi rivali sono bastati una dozzina di traditori per mandarli giù, lui è sopravvissuto in sequenza ai voltafaccia dei vari Bossi, Casini, Fini e Alfano. I primi tre oggi arrivano a percentuali da prefisso telefonico, il quarto è sulla buona strada dei suoi predecessori.
  • DANILO CALVANI

    Che dire di lui? Sorpresona! La sua storia ha dell'incredibile, in breve Calvani è riuscito a diventare in mezzo minuto uno degli uomini più discussi e più in rilievo in Italia... senza fare quasi nulla! Una sorta di vero e proprio record!
    Sbucato fuori dal nulla, arrivato ad incitare la folla dei rivoltosi del 9 Dicembre in Jaguar e appropriatosi in breve, illegittimamente, pure del marchio dei Forconi, che col suo movimento non avevano nulla a che fare ma che ne hanno ereditato solamente i lati negativi, ovvero gli insulti e le etichette di fascisti, violenti e mafiosi, grazie alla straordinaria collaborazione della stampa italiana e del solito popolino cieco e credulone, prevalentemente elettorato di centro-sinistra.
    Contadino proveniente da un piccolo Paese in provincia di Latina, ex elettore di DC, PSI, Verdi e Forza Italia, Calvani zitto zitto ha messo su il Movimento 9 Dicembre, appropriandosi senza chiedere (come già detto) dei Forconi e diventando il leader di una protesta su scala nazionale, semplicemente parlando alla pancia della gente, con addirittura la promessa nei prossimi giorni di andare a fare una nuova "marcia su Roma". La protesta in questione ha stampo chiaramente di destra (diciamo pure fascista), ma bisogna anche dire che ciò accade perché solo la gente di "destra" è scesa in piazza a manifestare: la gente di "sinistra" con la puzza sotto il naso da fedeli borghesi conservatori (confusione, eh?), ha preferito non mischiarsi con la gente comune, continuando a parlare di rivoluzione da dietro le tastiere e protestando tramite i due euro delle primarie (in cui, occorre farlo notare per l'ennesima volta, sono pure riusciti a perdere).
    Roba da pazzi, roba da italiani...
                                                  I FLOP

  • PIERLUIGI BERSANI 


    Non dovrebbero esserci dubbi: la palma di perdente per eccellenza nel 2013 va di diritto al povero Pierluigi Bersani. Si, proprio lui, il Bersani che partiva favoritissimo a fine 2012 dopo aver vinto le primarie del centrosinistra per le elezioni nazionali a Marzo, candidato Premier per Italia Bene Comune. Avrebbe dovuto non vincere, ma stravincere secondo i sondaggi.
    Non si può dire che Pierluigi non ci abbia messo del suo, con i suoi comizi in cui emergeva il carisma di una lampada, o con la sua storica promessa "Smacchieremo il giaguaro" (riferito a Silvio Berlusconi).
    Alla fine ad essere stato smacchiato e rottamato è stato proprio lui, dopo averle provate tutte pur di formare un Governo, è stato tradito all'interno del suo stesso partito (non si è capito da chi, se dai renziani o dai dalemiani, o da entrambi) al momento dell'elezione per il nuovo Presidente della Repubblica.
    Emblematica l'immagine del povero Pierluigi seduto solo in Parlamento con aria sconsolata, abbandonato perfino dai suoi colleghi di partito, colui che più di tutti ha pagato, anche più del dovuto, colpe che solo fino ad un certo punto sono state sue.
    Ora si trova in lista d'attesa per la rottamazione.
  • MARIO MONTI 


    Beh, se si parla di "trombati" nel 2013, un posto d'onore non può che andare all'ex Presidente del Consiglio Mario Monti.
    Bei tempi per lui quello in cui lo conoscevano in pochi e quei pochi che lo conoscevano veramente lo veneravano come una delle menti d'Italia più apprezzate in giro per il mondo.
    Ad oggi, qualcuno in giro per il mondo magari si sarà ricreduto, qualcun altro, ma sicuramente in Italia la maggior parte della gente non vuole più rivedere per nessuna ragione al mondo il Professor Monti.
    Circola un pensiero nelle menti di chi ha razionalizzato il fallimento dell'esperienza Monti al Governo, ma che continua a nutrire una simpatia di fondo per il Professore: "Ma chi diavolo gliel'ha fatto fare?".
    Si, davvero Mario, non si riesce a comprendere: chi te l'ha fatto fare, alla tua età, di metterti in gioco cercando di risolvere una situazione che era già a prima vista impossibile da risolvere senza che ci rimettessi tu le penne in prima persona?
    La situazione paradossale del Governo Monti vedeva SuperMario fare gli interessi di tre parti contemporaneamente: l'Europa, il Centro-Destra e il Centro-Sinistra. Nello specifico, Monti era stato messo li insieme agli altri tecnici per fare quello che i partiti politici non si azzardavano nemmeno a fare, pena il crollo dei consensi elettorali, ovvero aumentare la pressione fiscale e diminuire la spesa pubblica per evitare il default.
    A causa della sua esperienza di Governo (durata, ricordiamolo, poco più di un anno), Monti oggi è ritenuto da alcuni come uno dei maggiori responsabili della crisi in Italia (a dispetto di chi ci ha governato per 20 anni).
    Con ciò, ha forse compromesso anche la sua ipotetica scalata al Quirinale come possibile successore di Napolitano in un prossimo futuro (stesso destino per la sua ex collega Cancellieri).
    Non contento, SuperMario ha poi avuto la brillante idea di candidarsi alle elezioni di Marzo, fondando la sua lista "Scelta Civica", sostenuta da vari esponenti del mondo industriale e finanziario italiano, tra cui spiccava Luca Cordero di Montezemolo con Italia Futura.
    Scelta Civica ha fin da subito decretato il suo fallimento, non che ci fossero chissà quali speranze, dopo la fine del Governo Monti, ma il colpo di grazia è stato dato al momento dell'alleanza con l'UDC di PierFerdinando Casini e Futuro e Libertà di Gianfranco Fini, due ex di Silvio Berlusconi, ritrovatisi insieme, compatti nel voler creare una coalizione (di centro? boh!) insieme a Mario Monti, che avevano sostenuto fino alla fine della sua legislatura, e anche dopo.
    Risultato? Beh, Monti ha ottenuto meno dell'8%, Casini è arrivato a toccare per miracolo il 2% (secondo i pronostici partiva dal 6%-7%), e Fini non ha neanche superato la soglia di sbarramento.
    Sembra che non tutto il male venga per nuocere.
  • OSCAR GIANNINO 


    Chi si ricorda dello stravagante Oscar Giannino? Anche lui candidato alle ultime elezioni con la sua lista "Fare per Fermare il Declino", ma più conosciuto per le sue numerose presenze nei salotti televisivi, nei talk show più disparati e per il suo inconfondibile stile nel vestire ma anche nell'esprimersi.
    E dire che "FARE" era partito bene, con una proposta politica seria, con una squadra composta da illustri personaggi dell'economia e illustri intellettuali e professori quali Luigi Zingales, Michele Boldrin, Andrea Moro, Carlo Stagnaro e altri.
    Un movimento di stampo liberista, in forte contrasto con tutta la classe politica attuale.
    Ironia della sorte, la "caduta" di Giannino, e con lui di tutto il Partito, è stata determinata, come per Bersani, da un suo ex alleato all'interno di "Fare", Luigi Zingales, che il 18 Febbraio, alle porte delle elezioni nazionali, lascia il movimento accusando Giannino di millantare un master inesistente preso presso la stessa università in cui insegnava Zingales, la Booth School of Business di Chicago.
    Giannino ammetterà la bugia, ma farà ancor meglio: dichiarerà che anche le due lauree scritte nel suo curriculum sono false, mai esistite. In seguito lascerà la presidenza di "Fare" in favore di Silvia Enrico, ma rimarrà il candidato premier, in quanto non gli è possibile ritirare la candidatura a causa della legge elettorale.
    Ciò comunque non impedirà il crollo verticale di "Fare" che alle elezioni nazionali di Marzo non è riuscito a superare la soglia di sbarramento, restando fuori dal Parlamento.
    Giannino, invece, magari stavolta si è iscritto davvero all'Università.

25/08/13

Uno sguardo nel futuro: 5 cose che vedremo nei prossimi anni

La crisi non lascia certo spazio a spese folli o investimenti esagerati. Eppure lo sviluppo tecnologico non accenna a fermarsi e nei prossimi anni la nostra vita quotidiana potrebbe essere rivoluzionata da nuove ed originali invenzioni che si stanno sviluppando proprio in questi mesi e che potrebbero a breve affermarsi nel mercato mondiale. In questo articolo ne vengono selezionate cinque tra le più originali ed interessanti. A chi non piacerebbe avere un'automobile che può diventare, a seconda delle esigenze, elicottero, jet o barca?


N.1: Papillon - il primo pagamento biometrico touchless


POS Papillon UniCreditPagare i propri acquisti semplicemente allungando una mano. Papillon è il nuovo sistema di pagamento biometrico touchless presentato da UniCredit. Il primo pagamento è stato effettuato da Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit, in un negozio della catena Kiko Make Up Milano.
Il pagamento avviene grazie a un sensore integrato in un POS di nuova generazione: il lettore riconosce la mappa delle vene della mano del cliente e, grazie a Papillon, completa il pagamento nel giro di alcuni secondi.
Il sistema, messo a punto dal nuovo team di Ricerca e Sviluppo di UniCredit (guidato da Marco Berini e Riccardo Prodam) riconosce la mappa delle vene e delle arterie della mano grazie allo spettro emesso dall’emoglobina presente nel sangue, quando colpita da un impulso elettromagnetico. Il sensore traduce non archivia né fotografa i dati: traduce invece la mappa in un codice numerico univoco. Un cliente, registrandosi al servizio, autorizza il sistema a tradurre le vene della propria mano in un codice numerico: a quel punto, basterà avvicinare la mano al sensore per essere riconosciuto in modo certo. Il tutto senza che il codice numerico permetta di ricostruire la mappa della circolazione sanguigna.
Papillon promette molte nuove applicazioni per servizi e operazioni che richiedono una identificazione sicura: pagamenti, utilizzo degli ATM, controllo degli accessi  (uno dei tornelli della sede UniCredit di piazza Cordusio funziona già col sensore di Papillon), addirittura le serrature di case e automobili.
Ghizzoni paga con la mano utilizzando Papillon"Innoviamo per competere e crescere”, afferma Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit, “lo richiede il mercato e ancor più i clienti. Per questo lavoriamo per implementare un nuovo modo di fare banca, investendo risorse nello sviluppo di soluzioni all'avanguardia in grado di produrre anche nuovi prodotti e servizi. Il nuovo team di Research & Development ha iniziato a generare idee innovative e prototipi basati sulle tecnologie più avanzate, per valorizzare creativamente il nostro patrimonio, ovvero i nostri clienti, i colleghi e la nostra rete, per creare nuove soluzioni a beneficio di tutto il Gruppo”.
“Papillon è un cambiamento di paradigma”, aggiunge Marco Berini. “Sinora tutti i sistemi tradizionali d’identificazione riconoscevano un documento o un dispositivo che apparteneva all’individuo. Questo sistema riconosce l’individuo stesso attraverso una procedura semplice e per nulla invasiva come il mostrare il palmo della propria mano a un sensore, senza neanche toccarlo”.

N.2: Looking around corners - per rendere visibile l'invisibile



Al MIT progettano occhiali per visite low-cost (e per spiare dietro gli angoli). 

Ramesh Raskar è entrato al MIT per: «Inventare tecnologie radicalmente nuove». La montatura consente di regolare gli occhiali senza specialisti. Ramesh Raskar vuole rendere visibile l'invisibile. «Il mio lavoro inizia sempre da un obiettivo che sembra impossibile da raggiungere», spiega il direttore del gruppo di ricerca Camera Culture al Media Lab del Mit di Boston, negli Usa. «Poi a poco a poco diventa improbabile e alla fine inevitabile». Uno dei suoi progetti impossibili è Looking Around Corners, letteralmente: "guardare dietro gli angoli". L'idea sembra degna di Superman ma è possibile: grazie a un laser a impulsi si possono percepire oggetti che non sono nel campo visivo. 


Raskar non è nuovo a questi exploit. Nel 2000, nei laboratori della Mitsubishi, in Massachusetts, creò una macchina fotografica multiflash. «Avevo 40 brevetti, ricevevo proposte industriali ogni settimana, ma la routine mi stava uccidendo», spiega Raskar. Così si è trasferito al Mit e ha creato un nuovo campo dell'ottica: «Studiamo come la luce si sposta. Creiamo un fascio di fotoni, analizziamo l'immagine e al computer invertiamo il processo per capire come inizia tutto».


Il team di Raskar lavora a diversi progetti: gli occhiali che fotografano la retina (qui sotto), i display 3D senza vetro e Netra, un dispositivomedico low-cost che, inserito in uno smartphone, fa i test della cataratta e l'esame delle diottrie. «Possiamo costruire strumenti che costano miliardi di dollari e sono usati da un solo utente», conclude Raskar, «oppure strumenti che costano un dollaro e possono aiutare milioni di persone». - J.M.



N.3: Bio-On: la bottiglia che scompare



I polimeri del futuro sono biodegradabili e si sciolgono nell’acqua in meno di due mesi. Due imprenditori stanno per lanciarli sul mercato. 


Le grandi invenzioni partono dalla constatazione di piccoli fenomeni. Ad esempio, l'idea della bioplastica venne in mente a Marco Astorri nel 2006, quando vide un pezzetto di plastica abbandonato su un prato di montagna. Quel pezzetto era uno skypass, lasciato cadere da uno sciatore, confuso tra la neve fino a quando la bella stagione non l'aveva sciolta. " Non era un bello spettacolo vedere tutti quei  rettangolini di plastica colorata sul verde dei prati e sapere che sarebbero rimasti lì per migliaia di anni se nessuno li avesse raccolti", spiega Astorri. Così, lui e il suo amico e collega di lavoro, Guy Cicognani, decidono di creare una plastica in grado di sciogliersi nell’acqua nel giro di 40 giorni, due mesi. 
La cosa incredibile – quasi quanto la loro invenzione – è che né Astorri, né Cicognani sono due scienziati. Astorri ha una formazione da grafico pubblicitario, Cicognani la chimica l’ha studiata all’università, ma senza mai laurearsi. La loro bioplastica, che si chiama Minerv – e che è un Pha, ovvero un polimero – dovrebbe entrare in produzione nel 2012. Per allora, la Bio-on (così si chiama l’azienda), con sede a Minerbio, vicino a Bologna, dovrebbe essere dotata di uno stabilimento in grado di produrne 10mila tonnellate l’anno. 

Astorri e Cicognani hanno investito 450mila euro per le licenze e, quest’anno, si sono impegnati a versarne altri 2,3 milioni per depositarne di nuove con validità ovunque. Perché la Minerv ha tutte le caratteristiche di un’invenzione in grado di rivoluzionare l’industria su scala globale. Chi pensa in grande non può esimersi dal rischiare grosso. Ma i due amici sono sicuri della riuscita della loro impresa, che ha premesse comunque scientifiche. 

Il Pha è un polimero prodotto da diversi tipi di batteri. “ Il segreto del Minerv non è nel batterio o in cosa produce, ma piuttosto nel come farlo crescere più rapidamente e produrre il Pha più puro possibile”, spiega Cicognani. E chi conosce ed è in grado di far fruttare al meglio questo segreto, è Simone Begotti, capo dello sviluppo alla Bio-on. La ricetta giusta per la produzione di Pha, spiega Begotti, sta nel creare il mix migliore di zuccheri e di ossigeno che faccia ingrassare rapidamente i batteri senza intossicarli. 


Le analisi di mercato sono tutte dalla parte di Cicognani e Astorri: nel 2020 la domanda di Pha punterà alle 890mila tonnellate con una crescita annuale del 25% da oggi al 2015. Il video mostra il processo di scioglimento della bioplastica in una bacinella nel giro di 56 giorni.  Quegli skipass che tanto avevano “disturbato” Astorri impiegherebbero 4mila anni. Un bel risparmio di tempo, vero?

N.4: Aida: il copilota robot



Sui cruscotti capita di vedere di tutto: pupazzetti, santini, calciatori e donne nude, ma a Boston hannoscelto di piazzarci un robot: Aida. È un sistema intelligente che non sa solo leggere le piantine, ma anche interpretare il tuo umore. «Le persone hanno un forte legame con la loro automobile», spiega Kenton Williams del Personal Robots Group del Mit, «vogliamo sfruttare questo coinvolgimento per rendere l'esperienza di guida più piacevole». Aida (acronimo di "Affective intelligent driving agent") è il risultato di una collaborazione tra la gloriosa università del Massachusetts e il gruppo Volkswagen in grado di imparare le abitudini di un guidatore incrociando dati comportamentali con informazioni in tempo reale provenienti dai sistemi di bordo e dalla rete. All'origine era un'unità separata ma, con la diffusione degli smartphone, è stata ripensata come un'app per Android. Sulla base della tua agenda e del traffico, Aida può, per esempio, avvisare che sarai in ritardo. E presto saprà anche leggere l'umore del suo compagno di viaggio: «Perché un autista sereno aumenta la sicurezza per tutti», spiega Williams.


N.5: Halo intersceptor, il primo "elojetscafomobile"?


Halo Intersceptor è la nuova auto concettuale che lascia andare la fantasia a briglie sciolte: progettata dal designer britannico Philip Pauley ha una triplice natura visto che promette di filare su qualsiasi superficie e condizione dalla terra, all’acqua ma anche in aria.
Già perché non è solo una automobile-aereo, ma anche una auto-elicottero e una auto-barca! Halo Intersceptor ha una sorta di natura modulare nel senso che prende la base centrale ampliandone gli orizzonti con i supporti extra per il volo e per la navigazione marittima.





Dall’idea alla realizzazione c’è ancora un grande gap da colmare, tuttavia Halo Intersceptor potrebbe ispirare qualche film di fantascienza, magari dedicato ai supereroi oppure a 007 proprio per questa sua strabordante e assurda natura ibrida.

















Ecco un video che mostra l’auto Halo Intersceptor nelle sue varie nature. A questo punto, perché non renderla sommergibile e astronave?


13/08/13

Mauro Biglino: le verità nascoste nella Bibbia

Quanti di voi hanno veramente letto la Bibbia? Immagino pochi, ma non c'è bisogno di vergognarsene: è un libro pieno di significati, ma anche molto pesante. Inoltre la società odierna (prevalentemente cattolica) ci racconta la Bibbia fin dai nostri primi giorni di nascita, con il prete che ci legge alcuni versi durante la Messa, o a catechismo, quando ci fanno un riassunto (per molti versi raffazzonato) di alcune storie raccontate nella Bibbia.
Quello che viene consigliato in questo articolo, in maniera del tutto spassionata e libera da qualsiasi dogma religioso o sociale, è semplicemente di LEGGERE la Bibbia. Leggete la Bibbia e avrete sorprese impensabili. E non si intendono in questo articolo Bibbie tradotte in un modo piuttosto che nell'altro: leggete pure la Bibbia commercializzata normalmente in Italia (la più famosa tradotta dai testi originali dovrebbe essere quella di Famiglia Cristiana).
Quali sono le sorprese di cui scritto in precedenza? In linea generale, emerge chiaro come il sole che il "Dio", di cui viene scritto nell'Antico Testamento è completamente diverso dal "Dio" descritto nel Nuovo Testamento: il primo arrabbiato, geloso (di chi? se ne parla più avanti nell'articolo), vendicativo, guerrigliero, autoritario, crudele; il secondo invece, come tutti sappiamo, è il Dio trascendente, spirituale, compassionevole, buono, amorevole verso i suoi figli (noi).
Come se non bastasse, il "Dio" dell'Antico Testamento non è nemmeno descritto come "Dio" ma è più simile ad un uomo, tanto più che se leggiamo alcuni versi del Deuteronomio, della Genesi o dei Numeri, anche considerando l'interpretazione forzata della Chiesa Cattolica, l'impressione è quella di un riferimento netto, chiaro, ad una persona reale in carne ed ossa.
Ed infine, notizia ancor più sconvolgente, il "Dio" dell'Antico Testamento non sembrava neppure essere solo sulla Terra: come lui, Jahvè, la Bibbia parla anche di altri "Elohim" (plurale di "Eloah", tradotto come "Dio"), pari se non superiori a Jahvè stesso, di cui Jahvè era geloso e con cui entrava spesso in competizione e in guerra per allargare il proprio territorio.
La Bibbia, in sostanza, letta senza dogmi imposti dalla società odierna, è semplicemente la storia del rapporto tra un popolo (quello ebraico, per semplicità) ed il suo governante, Jahvè. Governante che, ad ogni modo, sembrava possedere doti, abilità, poteri fuori dal comune; un governante che ha ricevuto in dono dall'Altissimo (che sembrerebbe il capo o comandante di questi Elohim), al momento della divisione dei territori della Terra fra tutti gli Elohim, una fetta di terra su cui ha poi costruito il popolo di Israele.

Dette cosi, queste storie sembrano più favole, o fesserie, o forzature esagerate dettate dalle manie di protagonismo di qualche pazzo complottista. Ma ancora una volta l'invito è quello di leggere semplicemente, e senza paraocchi dettati dalla religione sulla quale siete stati educati fin dalla nascita (e non sicuramente innata dentro di voi), la Bibbia.
Per semplificare il lavoro, ed indirizzarvi verso i passi più significativi a riguardo, vengono inseriti qui di seguito alcuni video di Mauro Biglino, studioso, traduttore di Bibbie per le edizioni San Paolo, che spiega con accuratezza e chiarezza di quanto si è scritto poco sopra. In questo articolo vengono inseriti alcuni video, gli altri potete tranquillamente trovarli su youtube.
L'invito, ripetuto per l'ennesima (ma ultima) volta è quello di guardare questi video senza pregiudizi e magari anche con una semplice Bibbia davanti. Infine, traetene le vostre conclusioni.


29/07/13

Qualcuno ha giocato d'anticipo




Io odio Berlusconi, è un uomo corrotto e pieno di vizi, uno che è nato riciclando denaro mafioso e morirà investendo in prostitute. Insomma è il classico esempio di chi non dovrebbe mai stare dentro le istituzioni. Ma ci mancherà, sono sicuro che ci mancherà. Anzi, di più, sono sicuro che lo rimpiangeremo. Da quando è nata l'Italia è andata sempre così.. Mussolini fu ucciso e rimpianto dopo pochi anni. Craxi fu condannato e bistrattato, molti oggi lo osannano come un grande statista. Anche Andreotti godeva e gode tutt'ora di una certa stima.. E con Berlusconi sarà lo stesso. Ma c'è un motivo molto semplice del perchè anche il dittatore, anche il corrotto, anche il mafioso viene rimpianto in Italia: ogni volta che si è cambiato, è andata sempre peggio. Ma oggi abbiamo un uomo, un grande uomo nella politica italiana, un misto fra San Bartolomeo e Babbo Natale, in sostanza un santo, che ha predetto tutto: "noi siamo la prima forza politica!"(e ha sbagliato di pochissimo), "Ci sarà un governo PD-PDL, la Ka$ta si mostrerà per quello che è, faranno l'inciucio, un governo provvisorio che durerà fino a settembre e poi vinceremo noi". Nella realizzazione di queste premonizioni, arrivano anche presagi di interventi divini. Berlusconi viene, dopo 40 anni di processi, condannato. Oggi si attende la cassazione. Il vittimismo di San Silvio non può mancare: "se mi condannano non farò come Craxi, andrò in carcere", e la devozione dei suoi seguaci neppure: "se condannano ingiustamente Berlusconi (la condanna sarebbe ingiusta in ogni caso) ci dimettiamo tutti". Dunque abbiamo: un pagliaccio che fa il profeta, un magnaccia che fa il messia mentre viene messo in croce, le addolorate e gli apostoli fanno la secessione dell'Aventino (come quegl'imbecilli che per dispetto consegnarono l'Italia a Mussolini)... e quella sottospecie di accozzaglia di ruffiani, checche e prime donne di nome PD cosa farà? Ovviamente sarà costretto a dimettersi, non può continuare a governare, non ha i numeri! E allora, come già riportato nelle scritture, le profezie si avverano. Ma la puzza di bruciato in questa storia si fa sentire sempre più forte. Nulla accade per caso, neanche una condanna a Berlusconi. La giustizia non fa mai un corso naturale, è gestita da uomini.. Ma state tranquilli italiani, c'è un lieto fine in tutto questo :) Il sogno di Grillo sta per avverarsi: finalmente potrà diventare il nuovo Duce d'Italia! :) Alle elezioni di settembre prenderà il 51%, come predetto da lui stesso, e poi inizierà per l'Italia una nuova era, l'era dell'evoluzione del web, l'era in cui la carta di identità non servirà più, basta avere un account google, niente sprechi per l'elezioni, tutto on-line! Gli spogli saranno visibili su "sta cosa" così tutti potranno vedere che Peppe non truffa e che il web è la cosa più sicura, come lui stesso ha dimostrato per le quirinarie! Ma si, niente più contante! Carte di credito, più pratiche, sicure e meglio tracciabili. E poi reddito di cittadinanza, referendum sull'euro (anche questo visibile su "sta cosa"), messa al rogo di tutti gli apparecchi televisivi, dei giornali e dei libri (solo e-book e "sta cosa") e ancora espulsione dall'Italia, votata in rete dagli aventi l'account google da almeno 6 mesi, se contraddici Peppe, unico detentore del marchio "bandiera tricolore", mentre l'emblema della repubblica è intestato a suo nipote. Insomma Gaia e Prometheus stanno arrivando, e con loro il superuomo e il nuovo ordine mondiale, quest'ultimo contestato da Grillo quando era più... disordinato! Insomma italiani tranquilli, la rinascita dell'Italia è nel web! Il rilancio dell'agricoltura avverrà con farmville, nuove città nasceranno in un batter d'occhio con Sim City e potremo persino completare il sogno imperialistico italiano con il nuovo gioco "Call of Grillo" e ancora gite su Marte col nuovo autobus navetta interattivo Iwebcom Netbus, e poi... e poi non posso dirvi tutto ora.. Fidatevi di Peppe, Casaleggio è un ottimo pensatore..;)

                                                                                                                                 L'Enigmista

18/05/13

Berlusconi-Minetti-Ruby-Carfagna: Le intercettazioni ufficiali

Gli audio parlano da soli. Ascoltate e giudicate. Il quadro che si delinea da queste telefonate è abbastanza chiaro. O no?

Ruby e la "patente di puttana"


Ruby: "Amore, voglio fare il Bagaglino"



Ruby incazzata: "Per il mio compleanno mi ha dato solo tre fiorellini (3000 euro)


Minetti contro B.: "E' un pezzo di merda, mi ha messo nei casini. Mi ha fatto commettere reato"

"Ne vedi di ogni. Per molte è l'occasione della vita."

12/05/13

Un partito destinato a morire fin dalla nascita

Si dice che tutti prima o poi passeremo a miglior vita. "Ogni cosa ha un inizio ed una sua fine", "Nulla è per sempre". Si, certo, è ovvio. Niente dura infinitamente, nemmeno i partiti, figuriamoci in Italia. Quello che però si spera quando si crea un partito è che duri quantomeno per riuscire a governare un pò, soprattutto se il partito in questione dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) contare sui voti di quasi quattro decimi del Paese.

Il Partito Democratico era nato sotto i migliori auspici. Nell'Ottobre 2007, furono oltre 3.5 milioni di elettori a partecipare alle primarie interne al partito, che videro primeggiare di gran lunga Walter Veltroni.
Nessuno quel giorno poteva certo immaginare che quella nomina fosse più una croce che una fortuna: nei successivi sei anni i "leader" del Partito Democratico caddero ad uno ad uno, come foglie in autunno.
Veltroni, Prodi, Franceschini, Bersani, e mettendo dentro pure gente influente come Fassino, Bindi, Marini, D'Alema, Amato... nessuno di questi riuscì ad alzare il suo status grazie all'esperienza nel Partito Democratico. Al contrario, tutti quanti, oggi, sono visti come complici di Berlusconi e del PDL nello sfascio del Paese, nonostante nessuno di questi, ad eccezione di Prodi, riuscì mai a governare.
Ma il "Mortadella" ha rimediato giusto nelle scorse settimane, mettendosi alla pari con i suoi colleghi di partito, rimediando una clamorosa figuraccia alle ultime elezioni per il Presidente della Repubblica.

Ma qual è stato il vero motivo di questo crollo verticale continuo? Com'è possibile che una forza politica che poteva contare probabilmente sulla maggioranza del Paese alla sua nascita, si ritrova costantemente a perdere, rimediare figure barbine, umiliato, deriso e adesso praticamente morto?
Diciamo la verità: il Partito Democratico non ha mai avuto una sua IDENTITA'. L'unica cosa su cui i suoi militanti sono d'accordo è l'essere "democratici, europeisti, progressisti", oltre che l'immancabile "contro Berlusconi" (ma adesso nemmeno quello, vero Renzi? vero Letta?).
Questa mancanza d'identità è data dal fatto che il Partito Democratico è un'accozzaglia di partiti più o meno piccoli, di tendenze e ideali completamente diversi, talvolta addirittura opposti. La "colpa" di questo miscuglio è proprio di Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio, che inaugurò il suo governo nel 2006 con il multi-inciucione con chiunque si trovasse a tiro, il tutto solo per potergli garantire di avere quei 2000-3000 voti in più di Berlusconi e di poter formare un governo
Governo che però durò a malapena due anni, sempre sulla soglia della sfiducia, corroso, minacciato e messo sotto scacco da qualsiasi piccolo partitino. Ma d'altronde, come si poteva anche solo minimamente pensare di poter assicurare un governo stabile al Paese mettendo insieme gente di centrosinistra dell'Ulivo e dei DS, ex democristiani, comunisti,  radicali, verdi, socialisti, liberali, senza contare Di Pietro e Mastella?
Da qui nacque il Partito Democratico, o meglio, sotto questi "indirizzi", ovviamente non si intende che nel Partito Democratico confluirono tutti i partiti sopracitati. Ma è comunque vero che all'interno della forza politica di.... (sinistra?, centrosinistra?, centro?) si sono avvicendati sempre uomini provenienti da diversi orientamenti politici.
L'ultima riprova di ciò l'abbiamo avuta alle ultime elezioni nazionali. Dalla nascita del Governo Monti fino alla rielezione di Napolitano al Quirinale, il Partito Democratico ha praticamente cercato di stringere patti, alleanze, "inciuci", con TUTTI. Inizialmente ci fu il grande amore con Monti, di stampo chiaramente liberale, e Casini, puro democristiano di razza, senza dimenticare che a quel governo partecipò pure il rivale di sempre (a parole), Silvio Berlusconi. Successivamente, quando gli italiani cominciarono ad avercela a morte con Monti ed il suo governo, per la crescente pressione fiscale imposta ai cittadini (ma su cui il PD è sempre stato fermamente d'accordo, basta che a fare il lavoro sporco fosse qualcun altro), Monti non andò più bene, e venne insultato, deriso per il suo essere "professore" e trattato come un acerrimo nemico, esattamente la stessa sorte che toccò, nuovamente, al PDL. Le attenzioni di Bersani e co. si rivolsero quindi a SEL, partito di sinistra, sebbene non estrema. A dire il vero Bersani tentò fino all'ultimo di mettere dentro anche Casini, ma si ritrovò di fronte Vendola, fermo nelle sue intenzioni di non mischiare i democristiani nel già confuso calderone di centrosinistra, forse memore della figuraccia rimediata dal Governo Prodi nel biennio 2006-2008. Ma non bastò neanche questo: come detto prima già dentro il PD confluiva gente dagli orientamenti più disparati. L'esempio più lampante è rappresentato dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, famoso per le sue aperture a Berlusconi e politico che di sicuro non si può definire di "sinistra" e nemmeno di "centrosinistra". Insieme a lui l'eterno Massimo D'Alema, forse il maggior responsabile del "tradimento" a Pierluigi Bersani.
Ma prima di arrivare alla fine, ci fu ancora tempo per un altro paio di inciuci per il PD. Si cominciò un secondo dopo dell'ufficialità del risultato delle ultime elezioni politiche, Bersani riuscì nell'impresa di perdere quasi 15 punti percentuali in tre mesi e le elezioni, nel complesso. Elezioni già vinte, che videro resuscitare, per l'ennesima volta, un Silvio Berlusconi e un PDL quasi rassegnati appena un giorno prima, ed emergere il Movimento 5 Stelle di Grillo. Il primo inciucio fu provato proprio con Grillo ed i suoi soldatini: Bersani le tentò davvero tutte pur di ottenere la fiducia dei grillini. Riuscì a far eleggere Grasso al Senato proprio con i voti di alcuni grillini, che furono bollati come traditori, ma per quanto riguarda la questione della fiducia si trovò sempre contro ad un muro. Per questo motivo il segretario del PD non trovò altra soluzione che rivolgersi niente meno che.... al PDL di Berlusconi, l'uomo che a parole è ed è sempre stato il peggior nemico del PD, nonché la peggior sciagura dell'Italia intera. I tempi di "smacchiare il giaguaro" erano già andati, ora si cercava più di coccolarlo, proponendogli un Presidente della Repubblica a lui gradito, in cambio dell'agognata fiducia in Parlamento.
Ma il buon Bersani non poteva certo immaginare che, a questo punto, l'ultima insidia potesse arrivare internamente, proprio dal suo partito. E fu cosi che, di volta in volta, molti degli uomini interni al PD, i "franchi tiratori", votarono contro i nomi proposti da Bersani (si dice addirittura sotto previo consenso di tutti i parlamentari piddini), che alla fine, in lacrime, non poté fare altro che mettersi in ginocchio a chiedere a Napolitano di farsi rieleggere, tra un abbraccio ad Alfano ed una firma alla lettera di dimissioni di un dinosauro come Rosy Bindi, con la chiosa finale delle sue dimissioni da segretario del PD, certificando il fallimento suo e di tutto il Partito Democratico. Il fallimento di un'intera classe politica, incapace di rispondere ai problemi del Paese ed intenta più a galleggiare che a vincere le elezioni e governare, dando un colpo di grazia di volta in volta a quelle forze politiche che secondo i vari dirigenti del PD rappresentavano la rovina, la sciagura dell'Italia, ma a cui in più di un'occasione hanno teso una mano (o l'intero braccio).

04/10/12

Classifica delle retribuzioni dei parlamentari europei



L’aggancio delle retribuzioni a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza fa sì che alcuni eurodeputati ricevano attualmente dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Per uniformare i salari, si è scelto di riportare i guadagni annuali secondo i dati pubblicati dal NY Times. Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese (12.007,03 euro), quasi quanto un lèttone prende in un anno.









Italia 144.084,36 euro 
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,5
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70 euro  

In un'ottima meritocratica, dovremmo aspettarci che gli europarlamentari italiani guadagnino per quel che producono, ovvero per la bontà dei risultati derivanti dalla loro azione politica. Andiamo quindi a vedere come se nella classifica del PIL pro capite dei vari Paesi europei, la graduatoria rispecchia fedelmente i risultati della classifica riguardante le retribuzioni europarlamentari.

Definizione: Questo indicatore mostra il PIL su base di parità di potere d'acquisto diviso per la popolazione dal 1 ° luglio per lo stesso anno.
Country Name
Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite (US$)
Year of Estimate
Liechtenstein
141,100
2008
Lussemburgo
81,100
2011
Monaco
63,400
2009
Norvegia
54,200
2011
Svizzera
43,900
2011
Paesi Bassi
42,700
2011
Austria
42,400
2011
Svezia
40,900
2011
Irlanda
40,100
2011
Islanda
38,500
2011
Germania
38,400
2011
Belgio
38,200
2011
Danimarca
37,600
2011
Andorra
37,200
2011
Finlandia
36,700
2011
Gran Bretagna
36,600
2011
San Marino
36,200
2009
Francia
35,600
2011
Spagna
31,000
2011
Italia
30,900
2011
Slovenia
29,000
2011
Repubblica ceca
27,400
2011
Grecia
26,600
2011
Malta
25,800
2011
Portogallo
23,700
2011
Slovacchia
23,600
2011
Polonia
20,600
2011
Estonia
20,600
2011
Ungheria
19,800
2011
Lituania
19,100
2011
Croazia
18,400
2011
Lettonia
15,900
2011
Bielorussia
15,200
2011
Turchia
14,700
2011
Bulgaria
13,800
2011
Romania
12,600
2011
Montenegro
11,700
2011
Serbia
10,800
2011
Macedonia
10,500
2011
Bosnia-Erzegovina
8,200
2011
Albania
7,800
2011
Ucraina
7,300
2011
Moldavia
3,400
2011

La risposta alla domanda posta sopra risulta subito evidente: NO.
Ad esempio il PIL pro capite lussemburghese è quasi il 170% rispetto a quello italiano. Peccato che la retribuzione di un europarlamentare italiano risulta essere più del doppio rispetto a quello di un europarlamentare lussemburghese.
Secondo questo ragionamento un europarlamentare italiano dovrebbe guadagnare pressapoco quanto un europarlamentare spagnolo o sloveno (i due Paesi limitrofi nella classifica del PIL pro capite), eppure un europarlamentare italiano guadagna quasi il triplo rispetto al suo collega sloveno e più del quadruplo addirittura rispetto ad uno spagnolo.

Se invece andiamo a vedere la classifica dei Paesi storicamente meno "virtuosi" con riferimento alla gestione del debito pubblico, la situazione cambia. Anzi no: magari peggiora.
Country Name
Debito pubblico (% PIL)
Year of Estimate
Grecia
162
2011
Islanda
128
2011
Italia
120
2011
Portogallo
113
2011
Irlanda
105
2011
Belgio
100
2011
Gran Bretagna
86
2011
Francia
85
2011
Germania
82
2011
Ungheria
81
2011
Austria
74
2011
Malta
70
2011
Spagna
68
2011
Paesi Bassi
65
2011
Albania
60
2011
Norvegia
58
2011
Polonia
57
2011
Svizzera
52
2011
Finlandia
49
2011
Bielorussia
45
2012
Serbia
45
2011
Montenegro
45
2011
Lettonia
45
2011
Danimarca
44
2011
Croazia
44
2011
Bosnia-Erzegovina
43
2011
Slovacchia
43
2011
Slovenia
42
2011
Repubblica ceca
41
2011
Turchia
40
2011
Ucraina
39
2011
Romania
39
2011
Svezia
38
2011
Lituania
36
2011
Moldavia
29
2011
Macedonia
28
2011
Bulgaria
18
2011
Lussemburgo
17
2011
Estonia
6
2011

Notiamo come Italia, Grecia, Irlanda, Belgio, Gran Bretagna e Germania, i Paesi che si posizionano nei primi 10 posti di questa classifica, si posizionino anche nella "top ten" della prima classifica, ovvero quella riguardante le remunerazioni per europarlamentare.
La domanda, adesso, semplicissima, forse un pò provocatoria, ma posta in totale bontà ed ingenuità: come funzionano i meccanismi sulle remunerazioni? Per cosa vengono pagati questi europarlamentari? In base a quali indicatori (presumiamo, o meglio speriamo, meritocratici) un europarlamentare di un Paese guadagna più di un suo collega di un altro Paese? Dai dati qui sopra riportati, che sono anche quelli sciolinati più di frequente dai politici e membri delle istituzioni ai vari livelli, emerge quantomeno un pò di confusione.