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Rotschild e Charlie Hebdo

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Bernard Maris, la "vittima silenziosa" di Charlie Hebdo

Bernard Maris era giornalista di France Inter. Aveva rivelato alle grandi masse che banche creano moneta dal nulla. Chiedeva sforzo da parte di creditori internazionali...

Mauro Biglino: le verità nascoste nella Bibbia

Quello che viene consigliato in questo articolo, in maniera del tutto spassionata e libera da qualsiasi dogma religioso o sociale, è semplicemente di LEGGERE la Bibbia. Leggete la Bibbia e avrete sorprese impensabili.

13/08/13

Mauro Biglino: le verità nascoste nella Bibbia

Quanti di voi hanno veramente letto la Bibbia? Immagino pochi, ma non c'è bisogno di vergognarsene: è un libro pieno di significati, ma anche molto pesante. Inoltre la società odierna (prevalentemente cattolica) ci racconta la Bibbia fin dai nostri primi giorni di nascita, con il prete che ci legge alcuni versi durante la Messa, o a catechismo, quando ci fanno un riassunto (per molti versi raffazzonato) di alcune storie raccontate nella Bibbia.
Quello che viene consigliato in questo articolo, in maniera del tutto spassionata e libera da qualsiasi dogma religioso o sociale, è semplicemente di LEGGERE la Bibbia. Leggete la Bibbia e avrete sorprese impensabili. E non si intendono in questo articolo Bibbie tradotte in un modo piuttosto che nell'altro: leggete pure la Bibbia commercializzata normalmente in Italia (la più famosa tradotta dai testi originali dovrebbe essere quella di Famiglia Cristiana).
Quali sono le sorprese di cui scritto in precedenza? In linea generale, emerge chiaro come il sole che il "Dio", di cui viene scritto nell'Antico Testamento è completamente diverso dal "Dio" descritto nel Nuovo Testamento: il primo arrabbiato, geloso (di chi? se ne parla più avanti nell'articolo), vendicativo, guerrigliero, autoritario, crudele; il secondo invece, come tutti sappiamo, è il Dio trascendente, spirituale, compassionevole, buono, amorevole verso i suoi figli (noi).
Come se non bastasse, il "Dio" dell'Antico Testamento non è nemmeno descritto come "Dio" ma è più simile ad un uomo, tanto più che se leggiamo alcuni versi del Deuteronomio, della Genesi o dei Numeri, anche considerando l'interpretazione forzata della Chiesa Cattolica, l'impressione è quella di un riferimento netto, chiaro, ad una persona reale in carne ed ossa.
Ed infine, notizia ancor più sconvolgente, il "Dio" dell'Antico Testamento non sembrava neppure essere solo sulla Terra: come lui, Jahvè, la Bibbia parla anche di altri "Elohim" (plurale di "Eloah", tradotto come "Dio"), pari se non superiori a Jahvè stesso, di cui Jahvè era geloso e con cui entrava spesso in competizione e in guerra per allargare il proprio territorio.
La Bibbia, in sostanza, letta senza dogmi imposti dalla società odierna, è semplicemente la storia del rapporto tra un popolo (quello ebraico, per semplicità) ed il suo governante, Jahvè. Governante che, ad ogni modo, sembrava possedere doti, abilità, poteri fuori dal comune; un governante che ha ricevuto in dono dall'Altissimo (che sembrerebbe il capo o comandante di questi Elohim), al momento della divisione dei territori della Terra fra tutti gli Elohim, una fetta di terra su cui ha poi costruito il popolo di Israele.

Dette cosi, queste storie sembrano più favole, o fesserie, o forzature esagerate dettate dalle manie di protagonismo di qualche pazzo complottista. Ma ancora una volta l'invito è quello di leggere semplicemente, e senza paraocchi dettati dalla religione sulla quale siete stati educati fin dalla nascita (e non sicuramente innata dentro di voi), la Bibbia.
Per semplificare il lavoro, ed indirizzarvi verso i passi più significativi a riguardo, vengono inseriti qui di seguito alcuni video di Mauro Biglino, studioso, traduttore di Bibbie per le edizioni San Paolo, che spiega con accuratezza e chiarezza di quanto si è scritto poco sopra. In questo articolo vengono inseriti alcuni video, gli altri potete tranquillamente trovarli su youtube.
L'invito, ripetuto per l'ennesima (ma ultima) volta è quello di guardare questi video senza pregiudizi e magari anche con una semplice Bibbia davanti. Infine, traetene le vostre conclusioni.


29/07/13

Qualcuno ha giocato d'anticipo




Io odio Berlusconi, è un uomo corrotto e pieno di vizi, uno che è nato riciclando denaro mafioso e morirà investendo in prostitute. Insomma è il classico esempio di chi non dovrebbe mai stare dentro le istituzioni. Ma ci mancherà, sono sicuro che ci mancherà. Anzi, di più, sono sicuro che lo rimpiangeremo. Da quando è nata l'Italia è andata sempre così.. Mussolini fu ucciso e rimpianto dopo pochi anni. Craxi fu condannato e bistrattato, molti oggi lo osannano come un grande statista. Anche Andreotti godeva e gode tutt'ora di una certa stima.. E con Berlusconi sarà lo stesso. Ma c'è un motivo molto semplice del perchè anche il dittatore, anche il corrotto, anche il mafioso viene rimpianto in Italia: ogni volta che si è cambiato, è andata sempre peggio. Ma oggi abbiamo un uomo, un grande uomo nella politica italiana, un misto fra San Bartolomeo e Babbo Natale, in sostanza un santo, che ha predetto tutto: "noi siamo la prima forza politica!"(e ha sbagliato di pochissimo), "Ci sarà un governo PD-PDL, la Ka$ta si mostrerà per quello che è, faranno l'inciucio, un governo provvisorio che durerà fino a settembre e poi vinceremo noi". Nella realizzazione di queste premonizioni, arrivano anche presagi di interventi divini. Berlusconi viene, dopo 40 anni di processi, condannato. Oggi si attende la cassazione. Il vittimismo di San Silvio non può mancare: "se mi condannano non farò come Craxi, andrò in carcere", e la devozione dei suoi seguaci neppure: "se condannano ingiustamente Berlusconi (la condanna sarebbe ingiusta in ogni caso) ci dimettiamo tutti". Dunque abbiamo: un pagliaccio che fa il profeta, un magnaccia che fa il messia mentre viene messo in croce, le addolorate e gli apostoli fanno la secessione dell'Aventino (come quegl'imbecilli che per dispetto consegnarono l'Italia a Mussolini)... e quella sottospecie di accozzaglia di ruffiani, checche e prime donne di nome PD cosa farà? Ovviamente sarà costretto a dimettersi, non può continuare a governare, non ha i numeri! E allora, come già riportato nelle scritture, le profezie si avverano. Ma la puzza di bruciato in questa storia si fa sentire sempre più forte. Nulla accade per caso, neanche una condanna a Berlusconi. La giustizia non fa mai un corso naturale, è gestita da uomini.. Ma state tranquilli italiani, c'è un lieto fine in tutto questo :) Il sogno di Grillo sta per avverarsi: finalmente potrà diventare il nuovo Duce d'Italia! :) Alle elezioni di settembre prenderà il 51%, come predetto da lui stesso, e poi inizierà per l'Italia una nuova era, l'era dell'evoluzione del web, l'era in cui la carta di identità non servirà più, basta avere un account google, niente sprechi per l'elezioni, tutto on-line! Gli spogli saranno visibili su "sta cosa" così tutti potranno vedere che Peppe non truffa e che il web è la cosa più sicura, come lui stesso ha dimostrato per le quirinarie! Ma si, niente più contante! Carte di credito, più pratiche, sicure e meglio tracciabili. E poi reddito di cittadinanza, referendum sull'euro (anche questo visibile su "sta cosa"), messa al rogo di tutti gli apparecchi televisivi, dei giornali e dei libri (solo e-book e "sta cosa") e ancora espulsione dall'Italia, votata in rete dagli aventi l'account google da almeno 6 mesi, se contraddici Peppe, unico detentore del marchio "bandiera tricolore", mentre l'emblema della repubblica è intestato a suo nipote. Insomma Gaia e Prometheus stanno arrivando, e con loro il superuomo e il nuovo ordine mondiale, quest'ultimo contestato da Grillo quando era più... disordinato! Insomma italiani tranquilli, la rinascita dell'Italia è nel web! Il rilancio dell'agricoltura avverrà con farmville, nuove città nasceranno in un batter d'occhio con Sim City e potremo persino completare il sogno imperialistico italiano con il nuovo gioco "Call of Grillo" e ancora gite su Marte col nuovo autobus navetta interattivo Iwebcom Netbus, e poi... e poi non posso dirvi tutto ora.. Fidatevi di Peppe, Casaleggio è un ottimo pensatore..;)

                                                                                                                                 L'Enigmista

18/05/13

Berlusconi-Minetti-Ruby-Carfagna: Le intercettazioni ufficiali

Gli audio parlano da soli. Ascoltate e giudicate. Il quadro che si delinea da queste telefonate è abbastanza chiaro. O no?

Ruby e la "patente di puttana"


Ruby: "Amore, voglio fare il Bagaglino"



Ruby incazzata: "Per il mio compleanno mi ha dato solo tre fiorellini (3000 euro)


Minetti contro B.: "E' un pezzo di merda, mi ha messo nei casini. Mi ha fatto commettere reato"

"Ne vedi di ogni. Per molte è l'occasione della vita."

12/05/13

Un partito destinato a morire fin dalla nascita

Si dice che tutti prima o poi passeremo a miglior vita. "Ogni cosa ha un inizio ed una sua fine", "Nulla è per sempre". Si, certo, è ovvio. Niente dura infinitamente, nemmeno i partiti, figuriamoci in Italia. Quello che però si spera quando si crea un partito è che duri quantomeno per riuscire a governare un pò, soprattutto se il partito in questione dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) contare sui voti di quasi quattro decimi del Paese.

Il Partito Democratico era nato sotto i migliori auspici. Nell'Ottobre 2007, furono oltre 3.5 milioni di elettori a partecipare alle primarie interne al partito, che videro primeggiare di gran lunga Walter Veltroni.
Nessuno quel giorno poteva certo immaginare che quella nomina fosse più una croce che una fortuna: nei successivi sei anni i "leader" del Partito Democratico caddero ad uno ad uno, come foglie in autunno.
Veltroni, Prodi, Franceschini, Bersani, e mettendo dentro pure gente influente come Fassino, Bindi, Marini, D'Alema, Amato... nessuno di questi riuscì ad alzare il suo status grazie all'esperienza nel Partito Democratico. Al contrario, tutti quanti, oggi, sono visti come complici di Berlusconi e del PDL nello sfascio del Paese, nonostante nessuno di questi, ad eccezione di Prodi, riuscì mai a governare.
Ma il "Mortadella" ha rimediato giusto nelle scorse settimane, mettendosi alla pari con i suoi colleghi di partito, rimediando una clamorosa figuraccia alle ultime elezioni per il Presidente della Repubblica.

Ma qual è stato il vero motivo di questo crollo verticale continuo? Com'è possibile che una forza politica che poteva contare probabilmente sulla maggioranza del Paese alla sua nascita, si ritrova costantemente a perdere, rimediare figure barbine, umiliato, deriso e adesso praticamente morto?
Diciamo la verità: il Partito Democratico non ha mai avuto una sua IDENTITA'. L'unica cosa su cui i suoi militanti sono d'accordo è l'essere "democratici, europeisti, progressisti", oltre che l'immancabile "contro Berlusconi" (ma adesso nemmeno quello, vero Renzi? vero Letta?).
Questa mancanza d'identità è data dal fatto che il Partito Democratico è un'accozzaglia di partiti più o meno piccoli, di tendenze e ideali completamente diversi, talvolta addirittura opposti. La "colpa" di questo miscuglio è proprio di Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio, che inaugurò il suo governo nel 2006 con il multi-inciucione con chiunque si trovasse a tiro, il tutto solo per potergli garantire di avere quei 2000-3000 voti in più di Berlusconi e di poter formare un governo
Governo che però durò a malapena due anni, sempre sulla soglia della sfiducia, corroso, minacciato e messo sotto scacco da qualsiasi piccolo partitino. Ma d'altronde, come si poteva anche solo minimamente pensare di poter assicurare un governo stabile al Paese mettendo insieme gente di centrosinistra dell'Ulivo e dei DS, ex democristiani, comunisti,  radicali, verdi, socialisti, liberali, senza contare Di Pietro e Mastella?
Da qui nacque il Partito Democratico, o meglio, sotto questi "indirizzi", ovviamente non si intende che nel Partito Democratico confluirono tutti i partiti sopracitati. Ma è comunque vero che all'interno della forza politica di.... (sinistra?, centrosinistra?, centro?) si sono avvicendati sempre uomini provenienti da diversi orientamenti politici.
L'ultima riprova di ciò l'abbiamo avuta alle ultime elezioni nazionali. Dalla nascita del Governo Monti fino alla rielezione di Napolitano al Quirinale, il Partito Democratico ha praticamente cercato di stringere patti, alleanze, "inciuci", con TUTTI. Inizialmente ci fu il grande amore con Monti, di stampo chiaramente liberale, e Casini, puro democristiano di razza, senza dimenticare che a quel governo partecipò pure il rivale di sempre (a parole), Silvio Berlusconi. Successivamente, quando gli italiani cominciarono ad avercela a morte con Monti ed il suo governo, per la crescente pressione fiscale imposta ai cittadini (ma su cui il PD è sempre stato fermamente d'accordo, basta che a fare il lavoro sporco fosse qualcun altro), Monti non andò più bene, e venne insultato, deriso per il suo essere "professore" e trattato come un acerrimo nemico, esattamente la stessa sorte che toccò, nuovamente, al PDL. Le attenzioni di Bersani e co. si rivolsero quindi a SEL, partito di sinistra, sebbene non estrema. A dire il vero Bersani tentò fino all'ultimo di mettere dentro anche Casini, ma si ritrovò di fronte Vendola, fermo nelle sue intenzioni di non mischiare i democristiani nel già confuso calderone di centrosinistra, forse memore della figuraccia rimediata dal Governo Prodi nel biennio 2006-2008. Ma non bastò neanche questo: come detto prima già dentro il PD confluiva gente dagli orientamenti più disparati. L'esempio più lampante è rappresentato dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, famoso per le sue aperture a Berlusconi e politico che di sicuro non si può definire di "sinistra" e nemmeno di "centrosinistra". Insieme a lui l'eterno Massimo D'Alema, forse il maggior responsabile del "tradimento" a Pierluigi Bersani.
Ma prima di arrivare alla fine, ci fu ancora tempo per un altro paio di inciuci per il PD. Si cominciò un secondo dopo dell'ufficialità del risultato delle ultime elezioni politiche, Bersani riuscì nell'impresa di perdere quasi 15 punti percentuali in tre mesi e le elezioni, nel complesso. Elezioni già vinte, che videro resuscitare, per l'ennesima volta, un Silvio Berlusconi e un PDL quasi rassegnati appena un giorno prima, ed emergere il Movimento 5 Stelle di Grillo. Il primo inciucio fu provato proprio con Grillo ed i suoi soldatini: Bersani le tentò davvero tutte pur di ottenere la fiducia dei grillini. Riuscì a far eleggere Grasso al Senato proprio con i voti di alcuni grillini, che furono bollati come traditori, ma per quanto riguarda la questione della fiducia si trovò sempre contro ad un muro. Per questo motivo il segretario del PD non trovò altra soluzione che rivolgersi niente meno che.... al PDL di Berlusconi, l'uomo che a parole è ed è sempre stato il peggior nemico del PD, nonché la peggior sciagura dell'Italia intera. I tempi di "smacchiare il giaguaro" erano già andati, ora si cercava più di coccolarlo, proponendogli un Presidente della Repubblica a lui gradito, in cambio dell'agognata fiducia in Parlamento.
Ma il buon Bersani non poteva certo immaginare che, a questo punto, l'ultima insidia potesse arrivare internamente, proprio dal suo partito. E fu cosi che, di volta in volta, molti degli uomini interni al PD, i "franchi tiratori", votarono contro i nomi proposti da Bersani (si dice addirittura sotto previo consenso di tutti i parlamentari piddini), che alla fine, in lacrime, non poté fare altro che mettersi in ginocchio a chiedere a Napolitano di farsi rieleggere, tra un abbraccio ad Alfano ed una firma alla lettera di dimissioni di un dinosauro come Rosy Bindi, con la chiosa finale delle sue dimissioni da segretario del PD, certificando il fallimento suo e di tutto il Partito Democratico. Il fallimento di un'intera classe politica, incapace di rispondere ai problemi del Paese ed intenta più a galleggiare che a vincere le elezioni e governare, dando un colpo di grazia di volta in volta a quelle forze politiche che secondo i vari dirigenti del PD rappresentavano la rovina, la sciagura dell'Italia, ma a cui in più di un'occasione hanno teso una mano (o l'intero braccio).

04/10/12

Classifica delle retribuzioni dei parlamentari europei



L’aggancio delle retribuzioni a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza fa sì che alcuni eurodeputati ricevano attualmente dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Per uniformare i salari, si è scelto di riportare i guadagni annuali secondo i dati pubblicati dal NY Times. Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese (12.007,03 euro), quasi quanto un lèttone prende in un anno.









Italia 144.084,36 euro 
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,5
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70 euro  

In un'ottima meritocratica, dovremmo aspettarci che gli europarlamentari italiani guadagnino per quel che producono, ovvero per la bontà dei risultati derivanti dalla loro azione politica. Andiamo quindi a vedere come se nella classifica del PIL pro capite dei vari Paesi europei, la graduatoria rispecchia fedelmente i risultati della classifica riguardante le retribuzioni europarlamentari.

Definizione: Questo indicatore mostra il PIL su base di parità di potere d'acquisto diviso per la popolazione dal 1 ° luglio per lo stesso anno.
Country Name
Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite (US$)
Year of Estimate
Liechtenstein
141,100
2008
Lussemburgo
81,100
2011
Monaco
63,400
2009
Norvegia
54,200
2011
Svizzera
43,900
2011
Paesi Bassi
42,700
2011
Austria
42,400
2011
Svezia
40,900
2011
Irlanda
40,100
2011
Islanda
38,500
2011
Germania
38,400
2011
Belgio
38,200
2011
Danimarca
37,600
2011
Andorra
37,200
2011
Finlandia
36,700
2011
Gran Bretagna
36,600
2011
San Marino
36,200
2009
Francia
35,600
2011
Spagna
31,000
2011
Italia
30,900
2011
Slovenia
29,000
2011
Repubblica ceca
27,400
2011
Grecia
26,600
2011
Malta
25,800
2011
Portogallo
23,700
2011
Slovacchia
23,600
2011
Polonia
20,600
2011
Estonia
20,600
2011
Ungheria
19,800
2011
Lituania
19,100
2011
Croazia
18,400
2011
Lettonia
15,900
2011
Bielorussia
15,200
2011
Turchia
14,700
2011
Bulgaria
13,800
2011
Romania
12,600
2011
Montenegro
11,700
2011
Serbia
10,800
2011
Macedonia
10,500
2011
Bosnia-Erzegovina
8,200
2011
Albania
7,800
2011
Ucraina
7,300
2011
Moldavia
3,400
2011

La risposta alla domanda posta sopra risulta subito evidente: NO.
Ad esempio il PIL pro capite lussemburghese è quasi il 170% rispetto a quello italiano. Peccato che la retribuzione di un europarlamentare italiano risulta essere più del doppio rispetto a quello di un europarlamentare lussemburghese.
Secondo questo ragionamento un europarlamentare italiano dovrebbe guadagnare pressapoco quanto un europarlamentare spagnolo o sloveno (i due Paesi limitrofi nella classifica del PIL pro capite), eppure un europarlamentare italiano guadagna quasi il triplo rispetto al suo collega sloveno e più del quadruplo addirittura rispetto ad uno spagnolo.

Se invece andiamo a vedere la classifica dei Paesi storicamente meno "virtuosi" con riferimento alla gestione del debito pubblico, la situazione cambia. Anzi no: magari peggiora.
Country Name
Debito pubblico (% PIL)
Year of Estimate
Grecia
162
2011
Islanda
128
2011
Italia
120
2011
Portogallo
113
2011
Irlanda
105
2011
Belgio
100
2011
Gran Bretagna
86
2011
Francia
85
2011
Germania
82
2011
Ungheria
81
2011
Austria
74
2011
Malta
70
2011
Spagna
68
2011
Paesi Bassi
65
2011
Albania
60
2011
Norvegia
58
2011
Polonia
57
2011
Svizzera
52
2011
Finlandia
49
2011
Bielorussia
45
2012
Serbia
45
2011
Montenegro
45
2011
Lettonia
45
2011
Danimarca
44
2011
Croazia
44
2011
Bosnia-Erzegovina
43
2011
Slovacchia
43
2011
Slovenia
42
2011
Repubblica ceca
41
2011
Turchia
40
2011
Ucraina
39
2011
Romania
39
2011
Svezia
38
2011
Lituania
36
2011
Moldavia
29
2011
Macedonia
28
2011
Bulgaria
18
2011
Lussemburgo
17
2011
Estonia
6
2011

Notiamo come Italia, Grecia, Irlanda, Belgio, Gran Bretagna e Germania, i Paesi che si posizionano nei primi 10 posti di questa classifica, si posizionino anche nella "top ten" della prima classifica, ovvero quella riguardante le remunerazioni per europarlamentare.
La domanda, adesso, semplicissima, forse un pò provocatoria, ma posta in totale bontà ed ingenuità: come funzionano i meccanismi sulle remunerazioni? Per cosa vengono pagati questi europarlamentari? In base a quali indicatori (presumiamo, o meglio speriamo, meritocratici) un europarlamentare di un Paese guadagna più di un suo collega di un altro Paese? Dai dati qui sopra riportati, che sono anche quelli sciolinati più di frequente dai politici e membri delle istituzioni ai vari livelli, emerge quantomeno un pò di confusione.