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Rotschild e Charlie Hebdo

La famosa famigIia "Rothschild", come avvenuto altre volte, in un modo o nell'altro si ritrova collegata all'evento in questione...

Bernard Maris, la "vittima silenziosa" di Charlie Hebdo

Bernard Maris era giornalista di France Inter. Aveva rivelato alle grandi masse che banche creano moneta dal nulla. Chiedeva sforzo da parte di creditori internazionali...

Mauro Biglino: le verità nascoste nella Bibbia

Quello che viene consigliato in questo articolo, in maniera del tutto spassionata e libera da qualsiasi dogma religioso o sociale, è semplicemente di LEGGERE la Bibbia. Leggete la Bibbia e avrete sorprese impensabili.

04/10/12

Classifica delle retribuzioni dei parlamentari europei



L’aggancio delle retribuzioni a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza fa sì che alcuni eurodeputati ricevano attualmente dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Per uniformare i salari, si è scelto di riportare i guadagni annuali secondo i dati pubblicati dal NY Times. Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese (12.007,03 euro), quasi quanto un lèttone prende in un anno.









Italia 144.084,36 euro 
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,5
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70 euro  

In un'ottima meritocratica, dovremmo aspettarci che gli europarlamentari italiani guadagnino per quel che producono, ovvero per la bontà dei risultati derivanti dalla loro azione politica. Andiamo quindi a vedere come se nella classifica del PIL pro capite dei vari Paesi europei, la graduatoria rispecchia fedelmente i risultati della classifica riguardante le retribuzioni europarlamentari.

Definizione: Questo indicatore mostra il PIL su base di parità di potere d'acquisto diviso per la popolazione dal 1 ° luglio per lo stesso anno.
Country Name
Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite (US$)
Year of Estimate
Liechtenstein
141,100
2008
Lussemburgo
81,100
2011
Monaco
63,400
2009
Norvegia
54,200
2011
Svizzera
43,900
2011
Paesi Bassi
42,700
2011
Austria
42,400
2011
Svezia
40,900
2011
Irlanda
40,100
2011
Islanda
38,500
2011
Germania
38,400
2011
Belgio
38,200
2011
Danimarca
37,600
2011
Andorra
37,200
2011
Finlandia
36,700
2011
Gran Bretagna
36,600
2011
San Marino
36,200
2009
Francia
35,600
2011
Spagna
31,000
2011
Italia
30,900
2011
Slovenia
29,000
2011
Repubblica ceca
27,400
2011
Grecia
26,600
2011
Malta
25,800
2011
Portogallo
23,700
2011
Slovacchia
23,600
2011
Polonia
20,600
2011
Estonia
20,600
2011
Ungheria
19,800
2011
Lituania
19,100
2011
Croazia
18,400
2011
Lettonia
15,900
2011
Bielorussia
15,200
2011
Turchia
14,700
2011
Bulgaria
13,800
2011
Romania
12,600
2011
Montenegro
11,700
2011
Serbia
10,800
2011
Macedonia
10,500
2011
Bosnia-Erzegovina
8,200
2011
Albania
7,800
2011
Ucraina
7,300
2011
Moldavia
3,400
2011

La risposta alla domanda posta sopra risulta subito evidente: NO.
Ad esempio il PIL pro capite lussemburghese è quasi il 170% rispetto a quello italiano. Peccato che la retribuzione di un europarlamentare italiano risulta essere più del doppio rispetto a quello di un europarlamentare lussemburghese.
Secondo questo ragionamento un europarlamentare italiano dovrebbe guadagnare pressapoco quanto un europarlamentare spagnolo o sloveno (i due Paesi limitrofi nella classifica del PIL pro capite), eppure un europarlamentare italiano guadagna quasi il triplo rispetto al suo collega sloveno e più del quadruplo addirittura rispetto ad uno spagnolo.

Se invece andiamo a vedere la classifica dei Paesi storicamente meno "virtuosi" con riferimento alla gestione del debito pubblico, la situazione cambia. Anzi no: magari peggiora.
Country Name
Debito pubblico (% PIL)
Year of Estimate
Grecia
162
2011
Islanda
128
2011
Italia
120
2011
Portogallo
113
2011
Irlanda
105
2011
Belgio
100
2011
Gran Bretagna
86
2011
Francia
85
2011
Germania
82
2011
Ungheria
81
2011
Austria
74
2011
Malta
70
2011
Spagna
68
2011
Paesi Bassi
65
2011
Albania
60
2011
Norvegia
58
2011
Polonia
57
2011
Svizzera
52
2011
Finlandia
49
2011
Bielorussia
45
2012
Serbia
45
2011
Montenegro
45
2011
Lettonia
45
2011
Danimarca
44
2011
Croazia
44
2011
Bosnia-Erzegovina
43
2011
Slovacchia
43
2011
Slovenia
42
2011
Repubblica ceca
41
2011
Turchia
40
2011
Ucraina
39
2011
Romania
39
2011
Svezia
38
2011
Lituania
36
2011
Moldavia
29
2011
Macedonia
28
2011
Bulgaria
18
2011
Lussemburgo
17
2011
Estonia
6
2011

Notiamo come Italia, Grecia, Irlanda, Belgio, Gran Bretagna e Germania, i Paesi che si posizionano nei primi 10 posti di questa classifica, si posizionino anche nella "top ten" della prima classifica, ovvero quella riguardante le remunerazioni per europarlamentare.
La domanda, adesso, semplicissima, forse un pò provocatoria, ma posta in totale bontà ed ingenuità: come funzionano i meccanismi sulle remunerazioni? Per cosa vengono pagati questi europarlamentari? In base a quali indicatori (presumiamo, o meglio speriamo, meritocratici) un europarlamentare di un Paese guadagna più di un suo collega di un altro Paese? Dai dati qui sopra riportati, che sono anche quelli sciolinati più di frequente dai politici e membri delle istituzioni ai vari livelli, emerge quantomeno un pò di confusione.

07/09/12

Movimento 5 Stelle - Favia Shock: Democrazia nel movimento non esiste.

Dichiarazioni forti, gravissime e importanti quelle di Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia Romagna eletto col Movimento 5 Stelle, nonchè uno dei soggetti più importanti all'interno del Movimento (per alcuni, il numero 2). Ai microfoni di Gaetano Pecoraro, inviato per "Piazza Pulita", nel fuorionda si lascia andare a dichiarazioni clamorose, in cui ammette e dà adito a quelle voci che stavano già diffondendosi di un movimento non esattamente democratico e guidato dai cittadini, come raccontato più e più volte da Grillo e dai suoi seguaci.
Per la precisione, il Movimento 5 Stelle sarebbe comandato da una e una sola persona, che decide praticamente tutto: i candidati, i meet-up, lo statuto (pardon, il NON-statuto). Questo soggetto è un imprenditore, estremamente colto ed esperto in temi di marketing, organizzazione e network. Nondimeno è il finanziatore ufficiale del Movimento 5 Stelle (l'unico che ci mette i soldi, per quale motivo poi? filantropia?), Gianroberto Casaleggio



Casaleggio è dipinto da Favia come la vera mente del Movimento 5 Stelle, il gran burattinaio di Grillo e dei grillini, quasi un dittatore del movimento, un "capo" che chiama subito appena qualcosa non gli garba, nonchè un soggetto estremamente vendicativo.
Nota importante: Favia dichiara anche che Casaleggio ha degli "infiltrati" all'interno del Movimento, in modo da poter coordinare al meglio tutta la sua organizzazione, all'insaputa dei suoi perlopiù ignari membri, che credono ad un movimento completamente indipendente e pulito, sia alla base che ai vertici.

Bene, caro Giovanni, e allora adesso vogliamo sapere CHI sono questi infiltrati, fuori i nomi!

Qui di seguito viene riproposta l'intervista integrale, buona lettura, o buona visione nel caso vogliate guardarvi il video.

 «Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo è un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. I politici, Bersani, non lo capiscono. Non hanno capito che c’è una mente freddissima molto acculturata molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende».
«E’ Casaleggio la vera mente del movimento? Il problema è suo. Quindi o si levano dai coglioni oppure il movimento gli esploderà in mano. Ma loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti. Come si sono salvati? Con divieto di andare in tv. Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo».
«Lui (Beppe Grillo, ndr) espellendo Tavolazzi ha soffocato nella culla un dibattito che stava nascendo in rete in contrapposizione alla gestione Casaleggio. Ha sempre deciso Casaleggio da solo. Ha sempre fatto cosi».
Su Casaleggio, poi, Favia insiste:
«Se lui non facesse il padre padrone io il simbolo glielo lascerei anche: adesso in rete non si può più parlare, neanche organizzare incontri tipo quello di Rimini che non usavano il logo del movimento».
E rincara:
«Casaleggio controlla dall’alto tutta questa roba? Tutta. Lui quando qualcosa non va telefona o fa telefonare Grillo. Il problema è che loro hanno messo in moto una macchina che sarebbe davvero un faro, potrebbe esserlo anche al livello mondiale se loro superassero quella complicità di sistema padronale che hanno. Sarebbe una bomba incredibile».
Poi non risparmia nemmeno alcuni fra gli eletti del Movimento:
«Tra gli eletti ci sono degli infiltrati di Casaleggio, quindi noi dobbiamo stare molto attenti quando parliamo. Casaleggio è spietato, è vendicativo. Adesso vediamo chi manda in Parlamento, perché io non ci credo alle votazioni on line, lui manda chi vuole».

Nota a margine: Enrico Mentana, ospite in studio di Piazza Pulita, ha raccontato di aver sentito Favia al telefono (durante un momento in cui, in trasmissione, parlavano Sortino e Formigli). Il consigliere regionale avrebbe spiegato a Mentana che al tempo dell’intervista era molto arrabbiato perché aveva litigato con Casaleggio e avrebbe detto al direttore del TgLa7: «Sono finito».

A voi le conclusioni.

21/04/12

Cambiamento non è sinonimo di evoluzione

Il mondo di oggi è diverso rispetto a 20-30 anni fa. Frase scontata? Può darsi, ma è necessario sottolinearlo più e più volte per comprendere che i problemi del passato che si sono ripresentati nel presente non possono essere risolti come in passato.
La società è cambiata. In passato si passava il tempo in altro modo. In passato ci si divertiva in un altro modo. In passato si lavorava in un altro modo. Più in generale, in passato si RAGIONAVA in un altro modo.
Molti semplificano ulteriormente l'ultima mia frase, levando le ultime quattro parole. E' giusto?
Personalmente non credo che la società di oggi sia popolata da emeriti idioti. Penso che rispetto al passato la quantità di persone capaci e persone incapaci sia rimasta la stessa. L'unica differenza è che, rispetto al passato, la seconda categoria di persone è più in vista e gode di maggior attenzione. Il motivo?
A mio avviso sono principalmente due i fattori alla base di tale fenomeno:

1_ L'americanizzazione della nostra società
2_ Le nuove tecnologie (con una grande prevalenza di internet)

Per americanizzazione intendo il profondo stupro dei nostri usi, costumi e, ahimè, anche delle nostre culture che si è avuto dal secondo dopoguerra a oggi. E' cominciato nel secondo dopoguerra ma oggi si è infiltrato penso irrimediabilmente.
Non c'è dubbio che gli americani siano il popolo decisamente più trash del mondo. Ciò è dovuto alla loro storia pressochè unica e anche più corta rispetto a quello del resto dei popoli del nostro pianeta.
Gli americani hanno portato da noi tante, tantissime cose, ed elencarle tutte è praticamente impossibile.

Ovviamente non parlo degli "oggetti", come i vari iphone, mac, e compagnia cantando. Mi riferisco a quelle che molti chiamano "culture", ma che io preferisco definire meglio "modi di fare", "modi di comportarsi", "modi di relazionarsi con gli altri".

Le discoteche c'erano pure 20 anni fa, ma di sicuro non erano lo schifo che sono diventate adesso.
La televisione c'era pure 20 anni fa, ma di sicuro non è lo schifo che è diventata adesso. E se ci fate caso, un buon 80% dei programmi più seguiti in Italia sono tutte robe esportate americane o copiate da format esistenti americani. Un esempio soltanto è quella trashata assurda di Jersey Shore, che però seguo pure io (in questo ammetto di essere stato traviato pure io :P ).

Ma in generale oramai siamo diventati "americani" pure noi: ci comportiamo come loro, li imitiamo in tutto, abbiamo introdotto da noi persino Halloween!
Su facebook e twitter (che sono due social network AMERICANI) scriviamo nella loro lingua. Il che magari denota positivamente che la nostra società rispetto al passato ha una conoscenza migliore della lingua inglese. Peccato solo che a ciò sia conseguito una diminuzione della conoscenza di quella italiana.

Detto che in ogni caso gli esempi positivi in america non mancano, noi purtroppo abbiamo assorbito quelli peggiori.

La cosa che più mi intristisce è il comportamento delle nuove generazioni, che cercano sempre più di assomigliare ai tamarri di Long Island. Provo sincera pena e compassione per questi ragazzi, perchè non hanno colpe, sono semplicemente nati in questa società, ad americanizzazione compiuta,  e perchè comportandosi cosi dimostrano che dentro sono VUOTI, non hanno personalità, non hanno carattere, sono semplicemente copie di qualcosa che c'è già. Visto che siamo in tema, sono solo dei "wanna be", solo forma, niente sostanza.
E che dire della musica? Abbiamo degli artisti straordinari in Italia, eppure ci riduciamo ad ascoltare sempre e solo canzoni straniere. Detto che anche io ascolto spesso e volentieri alcune canzoni straniere, perlopiù americane, propendo sempre per canzoni che dietro abbiano un testo che sia quantomeno sensato, e, perchè no, bello.
Invece è di moda ascoltare oggi quello schifo che domina nelle discoteche di oggi, che ritengo impossibile da ascoltare, ma che ha spopolato dappertutto. Mi riferisco alla cosiddetta musica "house", musica senza testo o con testo completamente senza senso o idiota. Essa è l'essenza dell'impoverimento culturale della nostra società. Essa dimostra quanto manchi sostanza nei suoi ascoltatori.

L'altro fattore che ha messo più di tutti in luce coloro che farebbero meglio a rimanere un po più all'ombra è stato INTERNET. Internet, la piazza più grande e più popolata nel mondo, in cui oggi si può fare praticamente tutto e tutti possono fare tutto.

Tutti possono scrivere qualsiasi idiozia gli passi per la testa e, per uno strano fenomeno, tali tipi di informazioni girano molto di più e acquistano molta più popolarità di una conferenza stampa del Presidente della BCE.
L'esempio più clamoroso è dato da YOUTUBE. Su youtube ho assistito negli anni a incredibili e irripetibili esplosioni di popolarità per gente come Giuseppe Simone, Laura Scimone o, peggio del peggio, Gemma del Sud. Essi sono perfino apparsi in televisione o intervistati via radio. Questa gente 20 anni fa non avrebbe avuto modo di venire sbeffeggiata dal mondo intero, le burle si sarebbero limitate tra i loro compaesani. Ma oggi è questa la gente simbolo della nostra società, questa è la gente di cui si parla, questa è la gente più in vista.

Con le dovute proporzioni, l'impoverimento della nostra società si ripercuote nelle nostre istituzioni e, con le dovute proporzioni, possiamo dire di essere stati governati in anni non troppo recenti dalle versioni politicizzate di Gemma del Sud e Giuseppe Simone. Ma d'altronde, non vi dice niente il nostro ex Presidente del Consiglio? O il Trota al consiglio regionale lombardo? O Mastella al Parlamento Europeo? O Flavia Vento in Parlamento?

Personalmente mi ritengo un fiero esponente della vecchia Italia. Sono fiero di aver conservato integri molti dei miei valori in oltre 20 anni di vita e, per molte cose, di non essere minimamente stato traviato dai nuovi usi e costumi della nostra società. Questo è il mio primo articolo in cui esprimo una vera e propria presa di posizione personale, ma ritenevo giusto farlo. Non lo scrivo con l'intento di convincere qualcuno delle mie idee, ho già tentato e in molti casi ho pure fallito. Col tempo ho capito che tentare a tutti i costi di convincere qualcuno delle proprie idee produce solamente l'effetto opposto di allontanare ancor di più queste persone dalle cose a cui si cerca di avvicinarli. Per cui, bisogna agire indirettamente. Chi, in fondo al cuore e all'animo, ha una qualche forma di dubbio che cambiare sia corretto, cambierà da solo, se avrà un esempio valido.
E se non ce l'avrà?

Allora mi dispiace per lui.

02/01/12

Auguri di buon 2012 (in ritardo), con un "ospite illustre"

Buon anno nuovo a tutti, anche se un pò in ritardo.

Sarò breve, cosa augurarsi per questo 2012? Non sarò banale augurandovi pace, serenità, bla bla bla. No.

Al contrario, vi auguro di potervi incazzare, ma di brutto. Vi auguro di incazzarvi con i nostri politicanti da 4 soldi, messi su quelle poltrone in Parlamento solamente allo scopo di rubarci i NOSTRI soldi. Vi auguro di scendere tutti in piazza e buttarli fuori a calci nel sedere ad uno ad uno. Vi auguro di poterci riappropriare del nostro Paese, della nostra moneta, ed in generale della nostra libertà. Libertà del popolo di poter scegliere anche di che fine morire, se proprio è questo il destino dell'Italia. Libertà di poter fare le nostre scelte sulla politica del Paese, senza che queste vengano invece imposte dall'alto, da un qualsiasi ente sovranazionale, libertà di poter gestire la nostra politica economica. Ma libertà anche di poter scegliere rappresentanti ONESTI e COMPETENTI, che agiscano nell'interesse del Paese.

Tralasciando la politica vi auguro di combattere per il vostro lavoro, per i vostri amori, per i vostri cari, per le vostre idee. Vi auguro di poter picchiare selvaggiamente chi abbandona o maltratta i più deboli, che siano donne, disabili, bambini o animali.
Vi auguro di poter fermare quel vostro amico che vuol mettersi alla guida ubriaco marcio o completamente fatto. Vi auguro di poter denunciare e fare arrestare tutti gli avvocati e i magistrati corrotti di questo Paese. Vi auguro anche di poter fare qualche viaggio, perchè chi non conosce il mondo, non conosce nulla al giorno d'oggi. Vi auguro di poter aprire la vostra mente ed abbandonare il qualunquismo. Vi auguro di pensare almeno per qualche secondo a chi è in difficoltà. Vi auguro di trovare aiuto quando ne avete bisogno, anche se non lo chiedete. Vi auguro di poter passare più tempo con la vostra famiglia e con i vostri animali, e con le persone che amate in generale. Vi auguro di chiedere scusa quando sbagliate, ma vi auguro a sua volta di poter ricevere delle scuse, perchè nessuno è sempre in torto cosi come nessuno è sempre nella ragione.

Vi auguro di non farvi mai più infinocchiare dai vari guru che girano nel mondo e, in particolar modo, in Italia: mi riferisco ai vari Berlusconi, Bersani, Di Pietro, Fini, Casini, Grillo, eccetera eccetera (eccetera...), perchè son fatti tutti della stessa pasta, e ricordatevi a tal proposito che finora in politica tutti questi signori ci hanno sempre guadagnato, basta dare un'occhiata a quanto guadagnano (anche il coglione a 5 stelle, si, anche lui), gli unici che ci hanno perso siamo sempre stati noi, gli onesti cittadini.

In definitiva vi auguro un 2012 all'insegna del buonsenso, e che sia l'anno della "svolta", svolta a livello mentale di ogni singolo cittadino. Scusate se ho mischiato forse in malo modo vari argomenti, ma li ho scritti nell'ordine in cui mi venivano in mente.


Vi lascio postando e dedicandovi un video relativo al discorso di fine anno di un ex Presidente della Repubblica, uno vero intendo, non il fantoccio con il discorso da copia incolla dell'anno passato, che parla da dietro la scrivania con i bigliettini davanti.
Parlo di Sandro Pertini, un grande uomo, uno che ha lottato per le sue idee, uno che aveva davvero a cuore il destino dell'Italia.

Buon 2012!

23/10/11

La verità dietro il Movimento 5 Stelle - Parte 2

Questa è un'altra testimonianza molto significativa di un'altra ragazza che ha deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle, in quanto non rispecchiava nella realtà ciò che Grillo e gli altri esponenti sostengono a parole.
Il suo pensiero riguardo ai membri del Movimento (non tutti ovviamente, solamente i "talebani" irriducibili seguaci di Grillo) è riassumibile in queste parole: "Povertà culturale, intellettuale, politica".



LASCIO IL MOVIMENTO 5 STELLE

pubblicata da Monica Fontanelli il giorno giovedì 25 novembre 2010 alle ore 16.59


Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso. Avevo ovviamente letto il programma nazionale e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto .

Entrata nel Movimento ho organizzato il gruppo scuola, ho partecipato alle manifestazioni di protesta contro la riforma, convinta che il Movimento ne condividesse i contenuti. Come gruppo scuola, del quale ero la coordinatrice, abbiamo presentato un documento nel quale è stata analizzata l’attuale situazione della scuola pubblica e si chiedeva al Movimento di assumere una posizione chiara rispetto alla politica scolastica del Governo. Pochi e chiari principi: difesa della Scuola pubblica e conseguente NO alla riforma, laicità dello Stato e conseguente richiesta di abolire i finanziamenti alla scuola privata. Abbiamo chiesto al Movimento di approvarlo. Non è stato possibile. La risposta del Movimento è stata l’ostracismo. Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione, perchè all’interno del Movimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il Movimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa.

Poco per volta mi sono resa conto che il Movimento non è ciò che viene descritto da Beppe Grillo: il programma nazionale e lo stesso nome di Beppe servono solo come “specchietto per le allodole”, per attirare i voti di chi non ne può più dell’attuale classe politica, dei suoi privilegi e della sua incapacità di dare risposte credibili ai problemi del Paese. Il Movimento è eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo argomenti “facili” sui quali convergere. Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nella città, o di diminuzione dei costi della politica, di raccolta differenziata, di nucleare …. è facile trovare una convergenza di idee e di proposte. Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, al finanziamento alla scuola privata, alla laicità dello Stato, ai diritti delle coppie di fatto, alla legge 194 sull’aborto, al problema ormai drammatico della casa, del precariato, all’accordo di Pomigliano, che non è un fatto isolato nel Paese, ma rappresenta il tentativo di togliere sempre più tutele ai lavoratori in tutto il Paese. Su queste e altre problematiche il Movimento non è in grado di prendere una posizione, perché al suo interno ci sono persone con idee spesso contrapposte: vi sono conservatori e “orfani della sinistra”, laici e cattolici integralisti, uniti nella “protesta”, nei facili luoghi comuni, ma incapaci di avere un progetto realistico e coerente di più ampio respiro. Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori. In questi mesi trascorsi nel gruppo l’assemblea non ha deciso nulla di rilevante dal punto di vista politico. Sono gli eletti Favia e De Franceschi che assumono in totale autonomia qualsiasi decisione politica a nome del Movimento. Quando ho chiesto di discutere in assemblea di alcune problematiche, come il finanziamento dato alla fine di luglio dalla Commissaria Cancellieri alle scuole private a Bologna, l’adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta a Reggio Emilia il nove ottobre scorso, la discussione sull’eventuale nomina alla presidenza della Commissione Pari Opportunità in Regione di Silvia Noè, l’accordo di Pomigliano e la necessità di assumere una posizione politica in difesa dei lavoratori, non ho mai ricevuto risposta. Formalmente non rispondono, lasciano decadere, non ne parlano, così possono fingere di essere tutti d’accordo, così possono coesistere nel movimento posizioni spesso contrapposte, intanto gli “eletti” decidono per tutti, perché loro sono i “portavoce” del Movimento. Bell’esempio di democrazia! Ieri sera l’ultima “farsa”: i Consiglieri Regionali in assemblea pubblica hanno presentato un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi in Regione, hanno “rimesso il proprio mandato nelle mani dei cittadini”, quindi c’è stata una votazione al fine di confermare o meno la “fiducia” a Favia e a De Franceschi. Nessuna possibilità di porre domande ai Consiglieri, di discutere veramente su ciò che è stato o non è stato fatto. Una votazione plebiscitaria, ad alzata di mano, nella peggiore tradizione dei peggiori partiti. Uno “spot di propaganda”, non uno strumento di democrazia, una “trasparenza” di facciata. Un’autoesaltazione del proprio operato e una continua denigrazione di ciò che fanno “tutti gli altri”, questo è stato, in una povertà di contenuti e progetti reali davvero impressionante. Stupefacente scoprire, tra l’altro, che il denaro proveniente dagli stipendi regionali dei Consiglieri ( l’Assemblea ha deciso per loro un compenso di 2500 euro mensili ) non viene gestito dal Movimento stesso, ma dai Consiglieri che trattengono l’importo dovuto nei loro conti correnti personali! E questo sarebbe un approccio nuovo alla politica?

Per non parlare della chiusura totale che mostrano rispetto a tutte le altre realtà culturali presenti a Bologna. Nessun confronto e nessuna alleanza, questo a prescindere da possibili convergenze, perché solo loro sono portatori della “verità” grillina. Intanto, per le prossime comunali questo Movimento così aperto alla società civile, così diverso dagli altri partiti avrà un candidato sindaco alle prossime amministrative autocandidatosi e scelto da chi? Dagli elettori che lo indicano in base ad un programma? No, scelto nel chiuso dell’assemblea degli attivi, e solo da chi risulta essere attivo alla data del 30 settembre 2010, scelto quindi da poche persone nella peggior tradizione dei partiti. Criticano i partiti, non accorgendosi però di essere ancor peggio degli stessi, perché non vi è alcuna reale democrazia all’interno. E chi “osa” far presente certe incoerenze viene visto immediatamente come un “nemico”, qualcuno da isolare. E così vanno avanti senza prendere mai alcuna posizione chiara, convinti come sono che tanto saranno premiati elettoralmente in ogni caso: gli elettori voteranno sulla base di quello che dice a livello nazionale Grillo, il voto di protesta continuerà ad esserci e solo questo conta. Lo stesso atteggiamento in fondo che ha la Lega: parlare facile, per slogan comprensibili ed efficaci,nient’altro. Far credere che vi sia un programma nazionale condiviso, far credere che il movimento rappresenti una novità, una possibilità di riscatto del Paese,parlare alla “pancia” delle persone, glissare su tematiche qualificanti perché una posizione chiara allontanerebbe qualcuno: l’importante è prendere voti da tutti, da destra e da sinistra perché loro sono “sopra” volano “alti”. Parole prive di un reale significato, solo vuoti slogan di propaganda: come la Lega appunto.

Povertà culturale, intellettuale, politica. Inaccettabile quando da movimento di protesta si decide di entrare nelle Istituzioni, si decide di proporsi come forza che deve amministrare le città, le regioni e forse domani il Paese. Per farlo bisogna avere delle idee, occorre avere il coraggio di assumere posizioni politiche, di fare scelte chiare, condivise non solo dagli “eletti” ma dal Movimento intero e soprattutto uscire dalla facile ottica della protesta e degli slogan ad effetto, occorre occuparsi dei problemi reali dei cittadini e prendere posizioni chiare esponendo le proprie idee e cercando di aumentare il consenso per questo più’ che per le invettive contro gli altri.

Per questi motivi lascio il Movimento, per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà di contenuti. Lascio il Movimento perché non voglio rendermi complice dell’inganno che stanno perpetuando verso gli elettori : a parole sostengono il programma nazionale di Grillo, nei fatti approfittano del suo carisma per ottenere facili voti di protesta ed iniziare la propria personale “scalata” alle Istituzioni. Non ci sto. I partiti non mi piacciono, ma il Movimento non è ciò che appare: non c’è democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan.

Un Movimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi.

Monica Fontanelli